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Il film 'Cattiva Strada' di Davide Angiuli esplora la crescita di un giovane a Bari, tra sfide familiari e l'influenza del codice d'onore albanese. Un'opera intensa presentata al Bifest.

'Cattiva Strada': Un Racconto di Formazione nella Bari Noir

La 17ª edizione del Bifest presenta 'Cattiva Strada', opera prima di Davide Angiuli. Il film promette un'immersione profonda nella crescita personale. La pellicola sarà distribuita nelle sale da Notorious Pictures a partire dal 26 marzo. Si preannuncia come un racconto di formazione intenso e coinvolgente.

L'ambientazione è una periferia di Bari, descritta con tinte decisamente noir. Non si tratta di una cartolina patinata della città. Al contrario, emerge un contesto dove il senso di appartenenza si mescola al pericolo. La narrazione si concentra su Donato, interpretato da Malich Cissè. È un ragazzo nero dal cuore tenero.

Donato è costretto a maturare rapidamente. Si occupa della sua nonna malata, affetta da Alzheimer. La accompagna negli spostamenti quotidiani con la sua utilitaria. La vita del giovane subisce una brusca accelerazione. Questo avviene quando incontra Agust, interpretato da Giulio Beranek. Agust è un fuorilegge di origine albanese.

Agust vive seguendo l'antico e rigoroso codice d'onore del Kanun. Lentamente, ma inesorabilmente, Agust inizia a trascinare Donato in una spirale di attività criminali. Rapina dopo rapina, tra i due si sviluppa un legame inaspettato. Nasce un'autentica amicizia.

Questa relazione porta Donato a conoscere la famiglia di Agust. Incontra la madre, interpretata da Ema Andrea, e la sorella, Romina De Giglio. La famiglia albanese accoglie Donato con calore e affetto. Lo fanno sentire parte del loro nucleo.

Tuttavia, Donato si trova di fronte a una scelta cruciale. Deve decidere quale strada intraprendere nella vita. Ha davanti a sé un percorso più ordinario e sicuro. Oppure può scegliere una via più pericolosa, forse con un futuro incerto e più breve.

La Visione del Regista Davide Angiuli

Il regista Davide Angiuli ha condiviso la sua visione per 'Cattiva Strada'. «Con questo film ho voluto raccontare il rito di passaggio di Donato all'età adulta», ha spiegato all'ANSA. La sua intenzione era offrire uno sguardo rigoroso e privo di manierismi. Lo sguardo è rivolto a una periferia che conosce intimamente.

Angiuli ha trasformato Bari in un elemento vivo e drammaturgico del film. La città non è solo uno sfondo, ma un personaggio a tutti gli effetti. L'automobile di Donato assume un ruolo simbolico importante. Diventa una «gabbia soffocante e protettiva». Rappresenta una giovinezza sospesa.

Questa giovinezza è in bilico tra il desiderio di cambiamento e la paura di essere sopraffatti dal mondo esterno. «Volevo realizzare un film muscolare», ha aggiunto il regista. Un'opera che fosse allo stesso tempo umana e fragile. L'obiettivo era lasciare il pubblico senza punti di riferimento certi.

Anche la musica contribuisce a questa sensazione. Viene descritta come «una musica che soffoca». Il regista ha spiegato la scelta di introdurre il Kanun. «Ho molti amici albanesi», ha detto. Il codice d'onore ha risuonato in lui per diverse ragioni. Ama le tradizioni ancestrali. Apprezza la miscela di legami familiari e regole di sopravvivenza.

Riguardo alla presenza costante di Agust in auto nella Bari underground, Angiuli ha fornito una chiave di lettura. «Per lui è l'unico modo per sentirsi al sicuro», ha affermato. Tuttavia, questa protezione impedisce nuove esperienze e scoperte. Di conseguenza, lo distanzia dal mondo reale.

Agust preferisce rimanere seduto nella sua macchina piuttosto che affrontare la vita. Lì si sente meno solo. È un rifugio dalla realtà circostante.

Riferimenti Artistici e Produzione del Film

Interrogato sui suoi registi di riferimento, Davide Angiuli non ha esitazioni. Cita con ammirazione Claudio Caligari. Lo definisce «un genio assoluto». Menziona anche Matteo Garrone. Entrambi sono autori a cui Angiuli guarda costantemente per ispirazione.

'Cattiva Strada' è il frutto di una collaborazione produttiva significativa. È stato scritto e diretto da Angiuli. La produzione è di Mario Mazzarotto per Movimento Film. Altri produttori includono Francesco Lopez per Oz Film e Daniele Mazzocca per Verdeoro. Guglielmo Marchetti per Notorious Pictures completa il team.

Il film è stato realizzato in collaborazione con Rai Cinema. Lo sviluppo ha visto il supporto della Fondazione Anica Academy. La realizzazione ha beneficiato del contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo. Sono stati coinvolti anche Coesione Italia 21-27 Puglia, l'Unione Europea, la Repubblica Italiana, la Regione Puglia e la Fondazione Apulia Film Commission.

La scelta di ambientare il film a Bari, e in particolare nelle sue periferie meno note, aggiunge un livello di realismo e autenticità. La città pugliese diventa protagonista, con i suoi contrasti e la sua atmosfera unica. Il film esplora temi universali come la ricerca di identità, il peso delle scelte e il legame familiare.

La figura di Donato, un giovane che cerca il suo posto nel mondo, risuona con molti spettatori. La sua lotta interiore tra il bene e il male, tra la sicurezza della routine e il fascino del proibito, è centrale nella narrazione. Il Kanun, con le sue regole arcaiche, offre uno spunto interessante sulle dinamiche sociali e sui codici non scritti che governano alcune comunità.

La presenza di una nonna affetta da Alzheimer aggiunge un ulteriore strato emotivo. Sottolinea la responsabilità e la fragilità che Donato deve affrontare. La cura verso la nonna rappresenta un legame con il passato e con le radici, in contrasto con le nuove influenze che entrano nella sua vita.

Il film si propone di essere un'opera che stimola la riflessione. Invita a considerare le difficoltà della crescita in contesti complessi. Offre uno spaccato di vita autentico, lontano dagli stereotipi. La regia di Angiuli promette un approccio viscerale e diretto.

Il Contesto Sociale e Culturale di 'Cattiva Strada'

Il film 'Cattiva Strada' si inserisce nel filone cinematografico che indaga le realtà sociali delle periferie italiane. Luoghi spesso dimenticati, ma ricchi di storie umane intense. La scelta di Bari come scenario non è casuale. La città pugliese presenta un tessuto sociale variegato.

Le periferie baresi, come molte altre in Italia, affrontano sfide legate alla disoccupazione, alla criminalità e alla mancanza di opportunità. Angiuli sembra voler dare voce a queste realtà. Lo fa attraverso personaggi complessi e situazioni drammatiche.

L'introduzione del Kanun, il codice consuetudinario albanese, aggiunge un elemento di originalità. Questo codice, basato sull'onore, la famiglia e la vendetta, offre una prospettiva unica sulle dinamiche di potere e le relazioni interpersonali. La sua presenza nel film suggerisce una contaminazione culturale. Mostra come tradizioni antiche possano influenzare la vita moderna.

La figura di Agust, il fuorilegge albanese, incarna questa dualità. Da un lato, rappresenta un modello di forza e appartenenza per Donato. Dall'altro, è portatore di un sistema di valori che può condurre alla rovina. La sua auto diventa un microcosmo, un rifugio precario dal mondo esterno.

Il tema della scelta è centrale. Donato deve decidere se aderire a questo mondo o cercare una via diversa. La sua giovane età lo rende vulnerabile, ma anche pieno di potenziale. Il film esplora il concetto di destino e libero arbitrio. Quanto siamo condizionati dal nostro ambiente e dalle persone che incontriamo?

La collaborazione con istituzioni come la Regione Puglia e la Fondazione Apulia Film Commission sottolinea l'importanza del film per il territorio. Supportare produzioni locali aiuta a promuovere la cultura e l'economia della regione. Inoltre, permette di raccontare storie che hanno radici profonde nel contesto pugliese.

In conclusione, 'Cattiva Strada' si presenta come un'opera ambiziosa. Unisce un racconto di formazione personale a un'analisi sociale più ampia. La regia di Angiuli, ispirata da maestri come Caligari e Garrone, promette un'esperienza cinematografica potente e memorabile. La proiezione al Bifest è un'ottima occasione per scoprire questo nuovo talento del cinema italiano.