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Tre associazioni hanno sporto denuncia contro un consigliere comunale di Bari per un post sui social media ritenuto discriminatorio e lesivo della dignità delle donne e degli stranieri. L'episodio solleva interrogativi sull'uso dei social da parte dei rappresentanti politici.

Consigliere comunale denunciato per post sui social

Un post pubblicato sui profili social da un esponente politico locale ha generato una reazione legale. L'associazione di promozione sociale Giraffa ha deciso di procedere per vie legali. La denuncia è stata presentata contro il consigliere comunale di Bari, Giuseppe Carrieri. L'uomo fa parte del movimento Futuro Nazionale, fondato dall'ex generale Roberto Vannacci.

L'episodio risale al 2 ottobre. Il consigliere ha condiviso una fotografia sui suoi account social. L'immagine ritraeva tre donne adulte con il velo. Erano presenti anche due bambine e un bambino. Le persone ritratte apparivano di origini straniere. Stavano attendendo un autobus.

Contenuto del post e accuse delle associazioni

Il messaggio accompagnava la foto. Carrieri ha scritto: «Bari. Ecco per chi stanno costruendo il Brt da 160 milioni». Con questa frase, il consigliere alludeva a un presunto spreco di fondi pubblici. Sosteneva che il Comune avesse destinato il progetto del Bus rapid transit (Brt) specificamente per gli stranieri. Questa interpretazione ha scatenato la risposta delle organizzazioni.

Giraffa, insieme ad altre due associazioni, ha presentato un esposto-denuncia. Si tratta di Lavoro rifugiati Ets, che si occupa dell'inserimento sociale dei rifugiati. C'è anche Periplo, Percorsi di integrazione pace e libere opportunità, Odv Ets, attiva nell'accoglienza e integrazione dei migranti. Le associazioni hanno sottolineato la portata della diffusione del post. Ha ottenuto 368 like, 1,1mila commenti e 468 condivisioni.

Impatto della denuncia e richieste

Secondo le organizzazioni, il post contiene un elevato livello di discriminazione. Lo ritengono un incitamento all'odio e alla violenza. La violenza sarebbe intersezionale, colpendo donne e stranieri contemporaneamente. La nota delle associazioni evidenzia come la condotta del consigliere sia grave. Oltre a ledere la dignità e la sicurezza delle donne, ritratte senza il loro consenso, causa un danno diretto alle attività associative.

Le associazioni ritengono che questo tipo di comunicazione decostruisca il lavoro di cambiamento culturale che portano avanti da tempo. Il loro impegno mira a promuovere una maggiore integrazione e comprensione reciproca. La querela mira a contrastare la diffusione di messaggi che alimentano pregiudizi e ostilità. Si attende ora lo sviluppo delle indagini e le eventuali conseguenze legali per il consigliere.

Domande frequenti

Perché le associazioni hanno querelato il consigliere di Bari?

Le associazioni Giraffa, Lavoro rifugiati Ets e Periplo hanno querelato il consigliere comunale di Bari, Giuseppe Carrieri, per un post sui social media. Il post ritraeva donne velate e bambini stranieri, accompagnato da un commento che le associazioni hanno ritenuto discriminatorio, lesivo della dignità e della sicurezza delle donne e degli stranieri, e incitante all'odio.

Qual è stato il contenuto specifico del post incriminato?

Il consigliere Giuseppe Carrieri ha pubblicato una foto di donne velate e bambini di origini straniere in attesa di un autobus. Ha aggiunto il commento: «Bari. Ecco per chi stanno costruendo il Brt da 160 milioni». Le associazioni interpretano questo come un'accusa di spreco di denaro pubblico destinato agli stranieri.