A Bari, un uomo di 36 anni è stato posto agli arresti domiciliari per aggressioni avvenute allo stadio San Nicola e minacce a un tecnico. Altri due soggetti sono indagati.
Violenza allo stadio San Nicola
La mattinata di martedì ha visto l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare a Bari. La Polizia di Stato e l'Arma dei Carabinieri hanno agito su disposizione del Tribunale di Bari.
L'uomo principale, un 36enne, è indagato per violenza privata aggravata, lesioni personali e minaccia a pubblico ufficiale. Altri due individui, di 29 e 23 anni, affrontano accuse di minaccia a pubblico ufficiale e lesioni personali, in concorso.
Le indagini preliminari, i cui esiti dovranno essere vagliati in un futuro processo, hanno fatto luce su due distinti episodi. Entrambe le vicende vedono coinvolto, come figura centrale, il 36enne.
Il primo grave fatto risale al 4 maggio 2025. Durante l'incontro di calcio tra Bari e Pisa, presso lo stadio San Nicola, si è verificata una contestazione da parte della tifoseria organizzata barese. L'azione era diretta contro la presidenza della società sportiva, a causa dei risultati ritenuti insoddisfacenti.
Dopo un ingresso in curva nord superiore, avvenuto senza vessilli né bandiere circa mezz'ora prima dell'inizio della partita, un gruppo di ultras ha deciso di abbandonare lo stadio in modo coordinato. Si sono poi radunati in un'area esterna dell'impianto sportivo.
Mentre la maggior parte dei tifosi lasciava l'impianto, una violenta colluttazione è scoppiata in un settore della curva. Secondo la ricostruzione degli investigatori della Digos, l'arrestato avrebbe bloccato per il collo un altro tifoso. Quest'ultimo sembrava non condividere l'iniziativa di abbandonare lo stadio.
L'aggressore ha poi colpito il tifoso al volto e lo ha percosso ripetutamente con pugni. Diversi spettatori presenti hanno tentato di intervenire per fermare la violenza, senza successo. L'indagato ha poi rivolto la sua aggressività anche verso i due figli dell'uomo aggredito, procurandogli ulteriori lesioni.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza dello stadio e quelle registrate dalla Polizia Scientifica hanno confermato la dinamica. L'uomo avrebbe voluto imporre ai tifosi aggrediti di lasciare la curva. Il loro dissenso avrebbe scatenato la reazione violenta.
La Procura della Repubblica di Bari ha quindi richiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il 36enne. Già dopo i fatti dello stadio, il Questore di Bari aveva emesso nei suoi confronti un provvedimento D.A.S.P.O. della durata di otto anni.
Minacce e violenze a tecnici Arca Puglia
Il secondo episodio oggetto dell'indagine si è verificato nel novembre 2024. In questo caso, sono intervenuti i militari della Compagnia Carabinieri di Bari Principale.
Il medesimo 36enne, insieme ad altre due persone, è indagato per violenza o minaccia a pubblico ufficiale e lesioni personali. I tre avrebbero esercitato violenza nei confronti di un dipendente di una ditta edile.
L'uomo stava effettuando un sopralluogo per conto di Arca Puglia, l'ente regionale per l'edilizia residenziale, presso un immobile danneggiato. Gli indagati pretendevano che i lavori di ripristino iniziassero immediatamente, senza attendere le procedure burocratiche previste.
Per questo secondo fatto, il Gip del Tribunale di Bari ha disposto gli arresti domiciliari per due degli indagati. Al terzo indagato è stata applicata la misura dell'obbligo di presentazione quotidiano alla Polizia Giudiziaria.
L'esecuzione dell'ordinanza da parte dei Carabinieri è avvenuta contestualmente a quella della Polizia di Stato, nella mattinata odierna. Le forze dell'ordine hanno quindi agito in sinergia per dare attuazione ai provvedimenti restrittivi.
È fondamentale sottolineare che l'intero procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. La colpevolezza degli indagati, in relazione ai reati loro contestati, dovrà essere accertata nel corso di un processo, nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti.
Queste informazioni vengono diffuse nell'esercizio del diritto di cronaca, garantito dalla Costituzione. Si ribadisce il rispetto dei diritti degli indagati, che sono da considerarsi innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.
Il giudizio che si svolgerà davanti a un giudice terzo e imparziale, con la partecipazione delle difese, potrà concludersi anche con la dimostrazione dell'assenza di ogni responsabilità in capo agli imputati. La presunzione di innocenza rimane un principio cardine del sistema giudiziario italiano.