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La primavera porta con sé pollini e allergie. Scopri quali alimenti evitare per prevenire reazioni crociate e gestire meglio i sintomi allergici.

Allergie primaverili: un problema diffuso a Bari

La stagione primaverile è giunta in anticipo. Questo significa che la fioritura delle piante è iniziata. Purtroppo, per molti residenti di Bari, questo coincide con l'inizio della stagione delle allergie. I sintomi comuni includono irritazione e gonfiore agli occhi e al naso. Spesso si manifestano anche con un fastidioso prurito.

Questi disturbi interessano una fetta considerevole della popolazione. Oltre il 20% degli italiani soffre di allergie a graminacee, cipressi, noccioli e betulle. Anche la parietaria è una causa frequente di reazioni. La progressione e l'acutizzazione di questi sintomi possono essere influenzate negativamente dall'alimentazione.

Una dieta scorretta può peggiorare l'infiammazione intestinale. Questo, a sua volta, può scatenare la sintomatologia allergica. Si parla di reazione crociata o “cross reactivity”. Questo fenomeno si verifica quando il sistema immunitario non riconosce alcune molecole presenti negli alimenti. Queste molecole sono simili a quelle dei pollini.

Reazioni crociate: il legame tra polline e cibo

La reazione crociata è un meccanismo complesso. Le molecole presenti in certi alimenti presentano una struttura simile a quelle dei pollini. Il nostro sistema immunitario, già allertato dalla presenza del polline, può confondersi. Di conseguenza, attacca anche le proteine simili presenti nel cibo.

Questo innesca una risposta immunitaria. Vengono prodotti anticorpi specifici. Questi anticorpi stimolano il rilascio di istamina. L'istamina è la sostanza chimica responsabile del prurito e di altre reazioni allergiche. Vengono rilasciate anche altre sostanze pro-infiammatorie dalle cellule immunitarie.

Il risultato sono i sintomi tipici dell'allergia. Questi possono variare da lievi a molto intensi. Nel 20-25% dei casi, l'allergia ai pollini si associa a un'allergia verso specifici alimenti. Questi alimenti hanno una parentela allergenica con la pianta responsabile dell'allergia.

Le reazioni possono manifestarsi rapidamente dopo aver mangiato. Possono comparire disturbi alla bocca, come bruciore, gonfiore o prurito. In altri casi, i sintomi possono comparire più tardi. Possono interessare diverse parti del corpo.

Identificare gli alimenti da evitare per ogni tipo di polline

Per gestire efficacemente queste allergie, è cruciale conoscere a quale tipo di polline si è allergici. Questa informazione permette di identificare ed evitare i cibi potenzialmente dannosi. Esistono delle classificazioni basate sulla pianta allergenica.

Per le Betulacee, è consigliabile moderare il consumo di: mela, pera, banana, nespola, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, kiwi, lampone, fragola. Anche alcune verdure sono da monitorare: carota, sedano, finocchio. Erbe aromatiche come il prezzemolo possono causare reazioni. Frutta secca come nocciola, noce, arachide e mandorla va evitata. Anche il pepe verde rientra in questa categoria.

Se l'allergia è verso le Composite, si raccomanda cautela con: cicoria, prezzemolo. Verdure come sedano, carota, finocchio, lattuga e zucca potrebbero essere problematiche. Erbe come tarassaco e dragoncello, e la camomilla, sono da considerare. Frutta come banana, anguria, mela e melone va evitata. Anche le castagne e la frutta secca (arachide, noce, nocciola, pistacchio) sono da escludere.

Per chi è allergico ai pollini legati all'olio di girasole, è bene evitare anche margarine e miele (soprattutto di girasole e tarassaco). Questi prodotti possono contenere tracce di pollini o sostanze correlate.

Ulteriori alimenti legati a pollini specifici

La Parietaria è un'altra pianta comune che causa allergie. Chi ne è allergico dovrebbe evitare: pisello, fagiolo, arachide e pistacchio. Anche la soia è spesso correlata. Frutta come melone, kiwi e ciliegia può scatenare reazioni. La patata e alcune erbe come basilico e ortica sono anch'esse da monitorare.

Per le Graminacee, un gruppo molto diffuso, è necessario prestare attenzione a: sedano. Cereali come orzo, avena, mais, riso, segale e frumento possono causare problemi. Frutta come kiwi, anguria, pesca, prugna, agrumi, melone, albicocca e ciliegia va evitata. Anche pomodoro e bietole sono da considerare. Frutta secca come mandorla e arachide rientra tra gli alimenti a rischio.

Infine, per l'allergia all'Assenzio e Ambrosia, si consiglia di evitare: sedano e carote. Frutta come melone, anguria e banana può provocare reazioni crociate. È importante ricordare che queste sono indicazioni generali.

Gestione personalizzata e consulto medico

I consigli dietetici specifici devono essere sempre personalizzati. La valutazione deve basarsi sul tipo di allergia e sul suo grado di gravità. In alcuni casi, possono essere esclusi dalla dieta gli alimenti definiti “istamina liberatori”. Questi cibi stimolano il rilascio di istamina nell'organismo.

Sono da evitare anche gli alimenti che contengono già un'alta concentrazione di istamina. Questa sostanza è la principale responsabile del prurito e dell'infiammazione. La gestione di queste allergie richiede un approccio attento e informato. La conoscenza è il primo passo per prevenire i sintomi.

È fondamentale consultare il proprio medico curante. Un professionista della nutrizione può fornire indicazioni precise. Può aiutare a stilare un piano alimentare sicuro e bilanciato. Questo garantisce un adeguato apporto nutrizionale, evitando al contempo le reazioni allergiche. La salute viene prima di tutto, anche a tavola.