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Soci della ex Banca Popolare di Bari protestano per l'esclusione dall'assemblea virtuale. Chiedono trasparenza sulla potenziale vendita dell'istituto e il ristoro delle perdite subite. Sollecitano inoltre giustizia rapida per gli ex amministratori.

Soci esclusi dall'assemblea virtuale

Le associazioni dei soci della ex Banca Popolare di Bari, ora BdM, hanno manifestato il loro dissenso. La protesta si è svolta stamattina davanti a una filiale dell'istituto a Bari. L'occasione era l'assemblea sociale annuale. Questa è stata convocata e tenuta nuovamente in modalità virtuale. I soci lamentano di essere stati sostituiti da un rappresentante unico designato.

Questa modalità impedisce la partecipazione diretta degli azionisti. Le associazioni denunciano questa situazione come un'ennesima esclusione. La partecipazione personale è negata a migliaia di soci. L'assemblea aveva all'ordine del giorno l'approvazione del bilancio. Erano previsti anche altri 8 punti di discussione.

Richieste di trasparenza sulla vendita

Giuseppe Carrieri, presidente di AssoAzionisti BPB, e Saverio Daddario, presidente del Comitato Indipendente Soci Popolare Bari, hanno espresso il loro disappunto. Hanno dichiarato che a loro e ad altri 70mila soci è stato impedito di partecipare all'assemblea. La banca in questione è la Banca del Mezzogiorno.

Le associazioni chiedono a Mediocredito Centrale, co-proprietario della BdM insieme ai 70mila azionisti, maggiore trasparenza. Si sollecita la condivisione delle ipotesi di vendita della banca a terzi. L'obiettivo è comprendere il progetto industriale dietro una potenziale acquisizione. Si vuole anche conoscere la destinazione dei proventi derivanti dalla vendita.

Destinazione dei proventi e giustizia

Si parla di una cifra vicina ai 600 milioni di euro per la vendita. Secondo gli azionisti, questi fondi, pur essendo formalmente di Mediocredito Centrale, dovrebbero essere utilizzati per compensare le perdite patrimoniali subite dai 70mila soci. Questa è una delle richieste principali avanzate.

Le associazioni chiedono infine un intervento rapido della giustizia penale. Si sollecita la definizione celere dei numerosi procedimenti giudiziari in corso. Questi riguardano gli ex amministratori della Banca Popolare di Bari. L'obiettivo è accertare processualmente che i 70.000 soci siano stati vittime di gravi reati finanziari. La speranza è che la giustizia faccia chiarezza.