Lutto a Vestone per Laura Santino
La comunità di Vestone è ancora scossa dalla tragica scomparsa di Laura Santino, una giovane di soli 26 anni. La sua vita è stata spezzata da una valanga mentre praticava scialpinismo in Alto Adige. L'attesa per la data dei funerali, non ancora fissata, è carica di dolore e commozione per quanti l'hanno conosciuta e amata.
Laura, psicologa di professione, era una figura solare e appassionata, profondamente legata alla vita e alle sue passioni. La sua morte improvvisa ha lasciato un vuoto incolmabile tra i suoi cari e nella comunità locale.
Il ricordo del parroco: entusiasmo e generosità
Don Bernardo Chiodaroli, parroco dell'Unione Pastorale di Vestone e altre cinque parrocchie limitrofe, ha condiviso preziosi ricordi di Laura e del suo marito, Stefano. I due giovani si erano rivolti al parroco circa un anno e mezzo fa per seguire un corso prematrimoniale, un'occasione che permise a don Bernardo di cogliere le loro eccezionali qualità umane.
«Erano ragazzi che credevano, entusiasti del mondo escursionistico e dello sport a contatto con la natura», ha raccontato il parroco. Li descrive come persone concrete, piene di iniziativa e con una profonda ricchezza di principi interiori. Il loro matrimonio, celebrato poco dopo il corso, era il coronamento di un amore sincero e di un futuro che ora appare spezzato.
Passione per lo sport e impegno sociale
La vitalità di Laura si esprimeva anche attraverso la sua grande passione per lo sport. Per anni aveva militato nelle squadre di pallavolo di Vobarno e Villanuova, prima che gli studi universitari in Psicologia la portassero a dedicarsi completamente alla sua formazione accademica. La sua laurea è stata ottenuta con lode, testimonianza della sua dedizione.
Oltre allo sport, Laura era profondamente impegnata nel sociale. Lavorava per la cooperativa sociale Cogess a Barghe, occupandosi di ragazzi con disturbo dello spettro autistico presso lo «Spazio A». Prestava inoltre servizio al Centro terapeutico specialistico «Fattoria la Mirtilla» a Crone di Idro e supportava studenti con disabilità nelle scuole come insegnante «ad personam».
La sua scomparsa rappresenta una perdita enorme, non solo per la sua famiglia e il marito Stefano, ma per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incrociare il suo cammino, segnato da generosità, impegno e un amore contagioso per la vita.
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