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Dubbi sulla dinamica degli spari a Baldissero d'Alba. Una telefonata rivela contraddizioni, mentre si attendono chiarimenti da autopsia e perizia balistica. La famiglia della vittima valuta azioni legali.

Dubbi sulla telefonata del proprietario

La chiamata al 112 di Roberto Mollo, dopo gli spari nella sua cascina, presenta incongruenze. Lo ha dichiarato l'avvocata Roberta Sisimbro. Lei rappresenta la famiglia di Gjovalin Lazri, l'uomo deceduto. Il furto tentato è finito tragicamente.

La legale ha definito l'ascolto della chiamata «molto interessante». Ha evidenziato come emergano due versioni distinte. Riguardano la vicinanza dei malviventi all'abitazione. Cambia anche la percezione dell'atteggiamento delle persone da cui Mollo diceva di difendersi.

Il proprietario, ora indagato per omicidio volontario e tentato omicidio, ha affermato che i ladri «erano nel cortile». Questo dettaglio solleva interrogativi. L'avvocata Sisimbro ritiene che la perizia balistica e l'autopsia forniranno risposte decisive.

Attesa per autopsia e consulenza balistica

Le prime informazioni parlavano di un singolo colpo. Questo avrebbe raggiunto il ladro al collo. La difesa di Mollo, un autotrasportatore di 35 anni, ha sempre sostenuto la sua intenzione non omicida. L'uomo è stato denunciato a piede libero.

L'avvocata della famiglia Lazri ipotizza sviluppi importanti. Potrebbero derivare dai risultati dell'esame autoptico. Se la Procura dovesse modificare l'accusa. O richiedere l'archiviazione del caso, la famiglia valuterà un'opposizione. Al momento, però, è presto per trarre conclusioni definitive.

La consulenza balistica è fondamentale. Servirà a ricostruire la traiettoria del proiettile. E a confermare o smentire la versione dei fatti fornita da Mollo. L'autopsia chiarirà la causa esatta del decesso. E potrà fornire dettagli cruciali sulla distanza dello sparo.

La famiglia della vittima pronta a opporsi

La famiglia di Gjovalin Lazri chiede giustizia. La loro legale, Roberta Sisimbro, sta esaminando attentamente ogni elemento. La telefonata al 112 è un passaggio chiave. Le sue contraddizioni potrebbero indebolire la posizione di Roberto Mollo.

L'avvocata ha sottolineato la discrepanza tra la posizione dei ladri e la loro presunta minaccia. Se Mollo si è difeso da un pericolo imminente, la sua azione potrebbe essere giustificata. Ma se i ladri erano più lontani, la situazione cambia radicalmente.

La possibilità di un'opposizione all'eventuale richiesta di archiviazione è concreta. La famiglia Lazri non intende accettare passivamente una conclusione che ritenga ingiusta. L'esito delle indagini scientifiche sarà determinante per le future azioni legali.

La vicenda solleva interrogativi sulla legittima difesa. E sulla proporzione tra la minaccia percepita e la reazione armata. Le indagini proseguono per fare piena luce sull'accaduto a Baldissero d'Alba.

Le autorità giudiziarie stanno raccogliendo tutte le prove. L'obiettivo è ricostruire la dinamica esatta dei fatti. E stabilire le responsabilità penali. La comunità locale attende risposte chiare su questo tragico evento.