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La Fondazione Rsa di Bagnolo Mella ha concluso la vendita di terreni e fabbricati agricoli per 2,7 milioni di euro. Il ricavato finanzierà un ambizioso piano di sviluppo e miglioramento dei servizi per la struttura.

Nuova fase per la Rsa di Bagnolo Mella

La Fondazione Rsa Casa di riposo Paolo VI di Bagnolo Mella ha completato la vendita di un importante patrimonio immobiliare. L'operazione riguarda terreni agricoli e diversi fabbricati rurali. Tra questi figurano stalle, tettoie e altri locali accessori. La cessione è avvenuta dopo un'asta andata deserta. La trattativa si è conclusa con un ribasso rispetto alla valutazione iniziale. La cifra finale raggiunta è di 2,7 milioni di euro.

Questa transazione segna un momento cruciale per la struttura. Il sindaco Stefano Godizzi ha definito l'accordo «una svolta» per la Casa di riposo. L'obiettivo è avviare un più ampio progetto di sviluppo. Questo piano mira all'ampliamento e al miglioramento dei servizi offerti. La visione è quella di affrontare il futuro con rinnovata energia.

Investimenti per migliorare l'assistenza

La base d'asta iniziale era fissata a 3.450.000 euro. Il prezzo finale di 2,7 milioni è stato oggetto di dibattito. Il gruppo di minoranza Almici Sindaco ha sollevato delle perplessità. Tuttavia, per il primo cittadino Godizzi, la decisione è strategica. Si tratta di valorizzare il patrimonio esistente per generare nuove risorse. Queste ultime saranno destinate al potenziamento dei servizi. Il fine ultimo è migliorare la qualità della vita degli ospiti. Si vuole offrire un supporto maggiore anche alle loro famiglie. L'intento è rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni della comunità.

Il presidente della Fondazione, Angiolino Molinari, ha sottolineato la natura trasformativa dell'operazione. Non si tratta solo di una vendita. È una conversione di risorse immobiliari in investimenti concreti. Questi serviranno a migliorare l'assistenza, gli spazi e i servizi. Il ricavato sarà reinvestito per elevare la qualità della vita. Si vuole garantire una Casa di riposo più efficiente e accogliente. L'innovazione è vista come una sfida da accettare, contro l'immobilismo.

Progetti futuri e personale potenziato

Sono già stati definiti due interventi prioritari. Il primo prevede lo spostamento del Centro Diurno Integrato. Il secondo riguarda la realizzazione di nuovi spazi. Questi saranno destinati all'ampliamento delle unità di servizio. Parallelamente, si punta sull'innovazione organizzativa. Sono previste le assunzioni di 8 nuovi operatori. Sarà inoltre introdotto un nuovo contratto integrativo aziendale. Molinari ha evidenziato l'importanza del benessere organizzativo. In una struttura che si basa sull'energia umana, questo alimenta l'eccellenza.

Un altro progetto innovativo è in fase di sperimentazione. Si utilizzeranno soluzioni tecnologiche e competenze avanzate, inclusa l'Intelligenza Artificiale. Attualmente, la Rsa Paolo VI dispone di 102 posti letto accreditati. A questi si aggiungono 13 posti letto di sollievo per accoglienze temporanee. Il Centro Diurno Integrato ha una capienza di 20 posti. È dedicato principalmente ad anziani non autosufficienti.

Volontari e missione di servizio

Un ruolo fondamentale è svolto dai 55 volontari. Ogni giorno arricchiscono l'assistenza con dedizione e umanità. Il sindaco Godizzi ha ricordato l'importanza della Fondazione dal 1983. Essa rappresenta un pilastro per la cura degli anziani. L'operazione di valorizzazione patrimoniale è una scelta coraggiosa. Permette di investire oggi per costruire una Rsa più moderna e funzionale. L'obiettivo è affrontare le sfide future senza mai perdere di vista la missione di servizio alla persona.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa fa la Rsa di Bagnolo Mella? La Rsa Casa di Riposo Paolo VI di Bagnolo Mella offre assistenza agli anziani, con posti letto accreditati, posti letto di sollievo e un Centro Diurno Integrato per anziani non autosufficienti. Si avvale anche del supporto di volontari.

Come verranno utilizzati i fondi della vendita? I 2,7 milioni di euro ricavati dalla vendita dei beni agricoli saranno reinvestiti nello sviluppo della struttura. I fondi serviranno per potenziare i servizi, ampliare le unità di servizio, spostare il Centro Diurno Integrato e migliorare l'assistenza generale.

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