La Corte d'appello di Bologna ha confermato l'impianto accusatorio del processo 'Radici' contro la criminalità organizzata in Riviera. Alcune condanne sono state ridotte, ma le sentenze principali restano in piedi.
Appello conferma impianto 'Radici' in Riviera
La Corte d'appello di Bologna ha emesso la sua sentenza nel processo 'Radici'. L'indagine mirava a contrastare le infiltrazioni mafiose nella Riviera romagnola. L'impianto accusatorio, in larga parte, ha retto anche in secondo grado.
Alcune pene inflitte in primo grado sono state oggetto di riduzione. Tuttavia, la struttura dell'accusa si è dimostrata solida di fronte ai giudici d'appello. La decisione è stata pronunciata dalla seconda sezione penale della Corte.
Il processo ha riguardato presunte attività di riciclaggio di denaro sporco. Queste operazioni sarebbero state condotte attraverso il controllo di locali nella zona della Riviera. Le modalità operative sono state ritenute riconducibili a metodi mafiosi.
Confermate condanne per i Patamia, ridotta pena per Serra
La Corte ha confermato le condanne per Francesco Patamia e suo padre Rocco Patamia. Francesco Patamia, che si era candidato alle ultime elezioni politiche con 'Noi Moderati', è stato condannato a 11 anni e 2 mesi di reclusione. Suo padre, Rocco Patamia, ha ricevuto una pena di 10 anni e 6 mesi.
Per Saverio Serra, ritenuto vicino al clan 'ndranghetista Mancuso di Limbadi, la pena è stata ridotta. In primo grado era stato condannato a 13 anni e 3 mesi. La Corte d'appello ha fissato la sua pena a 12 anni e un mese.
Queste decisioni confermano la gravità delle accuse e l'impegno delle autorità nel contrastare la criminalità organizzata nel territorio.
Rimodulazioni pene e risarcimenti per le parti civili
In primo grado, il tribunale di Ravenna aveva inflitto condanne complessive per 98 anni di reclusione. A queste si aggiungevano multe per un totale di 35.350 euro, a carico di 21 imputati. La Corte d'appello ha apportato rimodulazioni per circa una decina di posizioni.
In alcuni casi, i giudici hanno disposto l'assoluzione per specifici capi d'imputazione. In un'istanza, un imputato è stato assolto da tutte le contestazioni originarie. Questo dimostra un'analisi approfondita di ogni singola posizione.
Tra le parti civili costituite figura l'ex portiere di serie A Marco Ballotta. Vittima di minacce, riceverà un risarcimento di 3mila euro. La somma dovrà essere versata da Giovanni Battista Moschella, condannato a 5 anni e 10 mesi.
Enti locali soddisfatti per la sentenza
Si sono costituiti parte civile anche i Comuni di Bagnacavallo e Cervia. Il sindaco di Cervia, Mirko Boschetti, insieme all'assessore agli affari legali Samuele De Luca, hanno espresso grande soddisfazione per l'esito del processo. Hanno ringraziato l'ufficio legale interno del Comune.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini. Il loro operato è stato fondamentale per ottenere questa conferma. L'operazione è stata definita un esempio di grande legalità e senso civico.
La sentenza rappresenta un passo importante nella lotta alla criminalità organizzata e nel ripristino della legalità nel tessuto economico e sociale della Riviera romagnola.