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Un incendio doloso ha colpito il Calzaturificio Emanuela a Bagnacavallo. La Procura ha chiesto il carcere per tre persone indagate, sospettate di aver appiccato le fiamme per motivi legati a un'eredità contesa.

Incendio doloso al calzaturificio Emanuela

Un grave incendio ha devastato il Calzaturificio Emanuela. L'episodio è avvenuto nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2025. Le fiamme hanno danneggiato seriamente la struttura. L'edificio si trova in via Martino Tarroni 3, nella zona industriale di Bagnacavallo. I danni ammontano a circa mezzo milione di euro. L'intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato la completa distruzione dell'immobile. I residenti hanno dato l'allarme prontamente. Le prime analisi hanno subito indicato un'origine dolosa. Sono state trovate tracce di innesco e accelerante.

Indagini sull'eredità contesa

Le indagini coordinate dalla sostituto procuratore Angela Scorza si sono concentrate su due direttrici. Si è esaminato il materiale delle telecamere di sorveglianza. Si è ricostruita la situazione finanziaria e familiare della titolare. Le immagini delle telecamere hanno fornito elementi cruciali. Non si vedevano chiaramente i volti dei responsabili. Erano travisati. Si è però identificata l'auto utilizzata. Il veicolo era riconducibile all'ex compagna dello zio della titolare. Lo zio era deceduto.

Richiesta di custodia cautelare

Il movente sembra essere legato a una disputa ereditaria. La donna indagata, una 41enne di origini marocchine, era coinvolta in una causa civile. La causa riguardava le ultime volontà del familiare scomparso. Quest'ultimo aveva lasciato in eredità un appartamento. L'appartamento era destinato alla sorella e al padre della donna. La 41enne contestava questa decisione. Per l'accusa, l'incendio sarebbe stato un atto di vendetta. Sarebbe stato pianificato dall'ex cognata e dal suo nuovo compagno, un 48enne di Fusignano. La realizzazione sarebbe avvenuta con la complicità di un 42enne residente in provincia di Pesaro-Urbino. Le analisi delle celle telefoniche dei due uomini supportano la loro presenza sul luogo. La loro posizione è compatibile con il momento dell'innesco. Questi elementi hanno portato il pubblico ministero a richiedere il carcere per i tre indagati. La richiesta è stata presentata al giudice per le indagini preliminari Federica Lipovscek.

Domande frequenti

Perché è stato dato fuoco al Calzaturificio Emanuela?

Chi sono gli indagati per l'incendio di Bagnacavallo?

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