Cronaca

Conflitto Medio Oriente: bilancio vittime e sfollati

12 marzo 2026, 22:46 2 min di lettura Fonte: Carabinieri
Conflitto Medio Oriente: bilancio vittime e sfollati Baghdad
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Emergenza umanitaria in Medio Oriente

Un report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del marzo 2026 evidenzia una situazione critica in Medio Oriente a causa dell'escalation del conflitto. I dati preliminari registrano un numero elevato di vittime e feriti, con milioni di persone costrette a lasciare le proprie case.

In Iran si contano 1255 decessi e oltre 15.100 feriti. La crisi umanitaria è aggravata da oltre 100.000 persone relocate internamente, molte delle quali si trovano in rifugi collettivi sovraffollati.

Libano: crisi sanitaria e sfollati di massa

Il Libano affronta una situazione drammatica con 634 morti e più di 1586 feriti. Il numero di sfollati interni supera gli 800.000, con condizioni sanitarie in rapido deterioramento nei luoghi di accoglienza.

Le infrastrutture sanitarie sono gravemente colpite: 48 centri sanitari primari e 5 ospedali hanno cessato le attività a seguito di ordini di evacuazione. L'accesso alle cure è ulteriormente complicato dalla chiusura di strade e dalle restrizioni ai movimenti.

Attacchi alle strutture sanitarie e impatto regionale

L'OMS ha documentato 18 attacchi contro strutture sanitarie in Iran, con 8 decessi correlati. In Libano, si registrano 25 attacchi che hanno causato 16 morti e 29 feriti, compromettendo ulteriormente l'erogazione dei servizi sanitari essenziali.

Anche altri paesi della regione sono interessati. In Iraq, la chiusura delle strade ostacola il movimento delle ambulanze e la consegna di medicinali. La Striscia di Gaza vede i valichi rimanere in gran parte inaccessibili, mentre in Cisgiordania le restrizioni ai movimenti e i checkpoint rallentano il trasporto di pazienti.

Pressioni sui sistemi sanitari e rischi ambientali

La Siria sta assistendo a un aumento degli arrivi di persone provenienti dal Libano, incrementando la domanda di servizi sanitari nelle aree di confine. L'Iraq, a causa dell'evolversi della situazione di sicurezza e delle restrizioni alla mobilità, subisce una forte pressione sui propri ospedali e sulle attività di sorveglianza delle malattie.

I paesi del Golfo (GCC) mantengono i loro sistemi sanitari operativi, concentrandosi sulla preparazione e sul monitoraggio di rischi ambientali e radiologici. Tuttavia, gli attacchi a impianti petroliferi in Iran, Bahrain e Arabia Saudita sollevano preoccupazioni per l'inquinamento atmosferico e l'esposizione ambientale su vasta scala, oltre agli impatti sanitari diretti del conflitto.

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