La polizia ha scoperto e smantellato un laboratorio clandestino per la lavorazione di stupefacenti in provincia di Pordenone. Due giovani sono stati arrestati e oltre 13 chilogrammi di hashish sono stati sequestrati.
Scoperto laboratorio di droga a Pordenone
Le forze dell'ordine hanno interrotto un'attività illecita di produzione e stoccaggio di sostanze stupefacenti. L'operazione ha portato all'arresto di due individui. Entrambi sono residenti in comuni vicini.
L'indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile locale. Ha visto la collaborazione della Procura della Repubblica. L'operazione ha permesso di recuperare una quantità significativa di droga. Sono stati trovati anche strumenti per la preparazione.
Sequestrati oltre 13 chili di hashish
Durante le operazioni, gli agenti hanno rinvenuto più di 13 chilogrammi di hashish. È stata trovata anche circa mezzo chilo di marijuana. Il materiale per il confezionamento era pronto all'uso. È stata recuperata anche una carabina ad aria compressa.
La carabina era equipaggiata con un'ottica di precisione. Le perquisizioni hanno interessato diverse abitazioni e pertinenze. La droga era occultata in vari nascondigli.
Indagini partite da arresti di acquirenti
Le investigazioni sono iniziate alcuni mesi fa. Questo dopo l'arresto di due persone trovate in possesso di stupefacenti. Avevano oltre 200 grammi di hashish. Le attività di pedinamento hanno permesso di identificare i presunti spacciatori.
Gli investigatori hanno monitorato attentamente i movimenti dei sospettati. Hanno raccolto prove decisive. L'uso di unità cinofile ha facilitato la ricerca. Hanno individuato la droga nascosta.
Droga nascosta in frigoriferi e usati strumenti specifici
La sostanza stupefacente era celata in camere da letto, garage e cantine. Sono stati trovati anche frigoriferi portatili. Questi erano utilizzati per mantenere la temperatura ideale. Ciò era necessario per la conservazione dello stupefacente.
È stato sequestrato un dispositivo chiamato "roner". Gli inquirenti ritengono sia impiegato per l'"hash curing". Questa è una tecnica specifica per la lavorazione dell'hashish. L'uso di tali strumenti indica una professionalità nell'attività.
Utilizzo di piattaforme online e criptovalute
Le indagini hanno rivelato l'uso di tecnologie avanzate. Le transazioni avvenivano tramite piattaforme online. Venivano utilizzate applicazioni criptate. I pagamenti venivano effettuati in criptovalute. Questo per garantire l'anonimato.
Entrambi gli arrestati sono stati posti in custodia cautelare in carcere. Le autorità continuano le indagini per accertare eventuali collegamenti. Si cerca di capire l'estensione della rete di spaccio. La lotta alla criminalità organizzata prosegue.
Questa notizia riguarda anche: