Una donna di Carsoli ha creduto di vincere 500mila euro con un Gratta e Vinci. La verifica successiva ha però invalidato il biglietto, impedendo l'incasso del premio. La vicenda ha coinvolto anche un contenzioso per la proprietà del tagliando.
Una vincita attesa a Carsoli
Una residente di Carsoli, di origine romena, ha inizialmente festeggiato una vincita eccezionale. L'importo di 500mila euro era stato ottenuto tramite un biglietto Gratta e Vinci. L'acquisto è avvenuto presso il Bar Renato, situato nel centro commerciale cittadino. La donna si trovava lì con il marito per una pausa caffè.
Ha scelto un biglietto della serie “Color puzzle”. L'emozione iniziale è stata grande. La donna ha dichiarato di non aspettarsi un simile esito. Ha deciso di acquistare il tagliando quasi per gioco. La cifra vinta l'ha portata a chiedere conferma in ricevitoria.
Il titolare del bar esprime soddisfazione
Il proprietario del bar si è detto lieto per i clienti. Li ha descritti come una coppia ben integrata nella comunità locale. Una vincita di tale entità non si era mai verificata prima nel suo esercizio. Ha sottolineato come un simile evento possa realmente cambiare la vita delle persone.
Il biglietto considerato vincente presentava una combinazione specifica di numeri. Questi erano il 13, il 47, il 29 e il 50. Tale sequenza corrispondeva al premio massimo previsto per quel particolare gioco a premi.
Verifica dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Tuttavia, la gioia è durata poco. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha successivamente effettuato un controllo. Questo è avvenuto dopo che la banca aveva ricevuto il tagliando per la riscossione. La verifica ha rivelato un'irregolarità fondamentale.
È emerso che il biglietto non era stato completamente grattato. La parte sinistra del numero che sembrava essere un 13 era in realtà coperta. Questo dettaglio ha modificato la lettura del numero in 43. L'errore di interpretazione aveva fatto credere valida la combinazione.
Impossibilità di pagamento e contenzioso
A causa di questa incompletezza, la commissione ha comunicato l'impossibilità di procedere al pagamento. La presunta vincita ha inoltre generato una disputa. Un uomo di 45 anni, anch'egli di origine romena, ha sostenuto di essere il vero acquirente del biglietto. Affermava di aver concordato la divisione del premio con la donna.
Dopo il deposito del tagliando in banca, l'uomo ha presentato un esposto alla Procura di Avezzano. Le indagini sono state delegate alla Guardia di Finanza. L'esito negativo delle verifiche ha posto fine alla vicenda, senza alcuna vincita effettiva.
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