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Diciotto dipendenti dell'ASL di Aversa sono stati condannati per assenteismo. Il tribunale di Napoli Nord ha emesso la sentenza dopo un'indagine sui 'furbetti del cartellino'.

Condanne per assenteismo all'ASL di Aversa

Il tribunale di Napoli Nord ha pronunciato una sentenza importante. Riguarda il caso dei cosiddetti 'furbetti del cartellino'. L'indagine ha coinvolto dipendenti dell'Azienda Sanitaria Locale di Aversa. Il giudice monocratico, Giacinta Santaniello, ha emesso il verdetto.

Sono state inflitte diciotto condanne. Ci sono state anche tre assoluzioni. Inoltre, due persone sono state giudicate non punibili. Questo per la particolare tenuità del fatto contestato. La decisione riguarda un totale di 23 persone coinvolte.

Dettagli delle condanne e pene inflitte

Le pene variano in base alla gravità delle accuse. Antonio D’Angelo è stato condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione. Dovrà pagare anche una multa di 2800 euro. Roberto Lauro ha ricevuto una pena di 2 anni e 5 mesi. La sua multa è di 2100 euro.

Salvatore Spadavecchia sconterà 1 anno e 8 mesi. La multa è di 1500 euro. Giuseppe Di Giorgio è stato condannato a 1 anno e 6 mesi. La sanzione pecuniaria ammonta a 1000 euro. Maria Rosaria Genovese e Elisa Barbato hanno ricevuto 1 anno e 5 mesi. Le loro multe sono rispettivamente di 900 e 950 euro.

Gaetano Alicandri è stato condannato a 1 anno e 5 mesi. La multa è di 900 euro. Alberto Gatto e Maria Rita Spagnuolo avranno 1 anno e 4 mesi. Le multe sono di 850 e 800 euro. Valeria Di Giorgio è stata condannata a 1 anno e 3 mesi. La multa è di 967 euro.

Giovanni Verde sconterà 1 anno e 2 mesi. La sua multa è di 650 euro. Patrizia Ventre ha ricevuto 1 anno e 1 mese. La multa è di 750 euro. Raffaele Muncaro è stato condannato a 1 anno. La multa è di 600 euro.

Assoluzioni e non punibilità

Sono stati assolti con la formula «per non aver commesso il fatto». Riguarda Antonio Menditto, Antonio Leccia e Patrizia Taglialatela. Per Antonio Liccardo e Pasquale Corvino è stata dichiarata la non punibilità. Questo per la particolare tenuità del fatto.

L'accusa sosteneva che i dipendenti si allontanassero dal posto di lavoro. Lo facevano per svolgere commissioni personali. Tra queste, la spesa o la riparazione di veicoli. Queste assenze venivano poi mascherate. Venivano registrate come servizi di missione.

Successivamente, il tempo di assenza veniva annullato. Il sistema informatico veniva modificato. In questo modo, risultava un normale orario di servizio. A volte venivano anche aggiunte ore di straordinario. Alcuni dei condannati sono nel frattempo andati in pensione.

Il contesto dell'indagine

L'indagine ha messo in luce un sistema di frode. I dipendenti coinvolti appartenevano a diverse categorie. C'erano dirigenti medici, tecnici amministrativi e infermieri. La loro condotta ha causato un danno all'ente. Hanno alterato la regolarità degli orari di lavoro.

La sentenza rappresenta un punto fermo. Ribadisce la necessità di trasparenza. Sottolinea l'importanza del rispetto delle regole. Soprattutto in un ente pubblico come l'ASL. Il tribunale ha valutato attentamente ogni singola posizione.

Tra gli avvocati difensori che hanno partecipato al processo figurano nomi noti. Tra questi, Raffaele Costanzo, Luigi Marrandino, Massimo D’Errico, Pasquale Pagliuca, Emilio Martino e Ferdinando Pelliccia. La vicenda ha avuto un notevole impatto sull'opinione pubblica locale.

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