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Un padre è stato condannato per spaccio di droga, mentre suo figlio è stato assolto per mancanza di prove. L'indagine aveva coinvolto un circolo ricreativo a Pago Vallo Lauro.

Condanne e assoluzioni per spaccio a Pago Vallo Lauro

Nel giugno del 2023, i carabinieri hanno arrestato un uomo e suo figlio a Pago Vallo Lauro. Entrambi erano accusati di detenzione di cocaina a scopo di spaccio. La Procura ipotizzava che parte dell'attività illecita si svolgesse in un circolo ricreativo. Questo locale era gestito dal padre, nel cuore del paese.

I due imputati hanno scelto percorsi processuali differenti. Il padre ha optato per il rito abbreviato. Questo gli è valso una condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione. Il figlio, invece, ha deciso di affrontare un dibattimento ordinario. È stato difeso dagli avvocati Francescantonio Maffettone e Umberto Nappi.

Assoluzione per il giovane imputato

Il processo a carico del figlio si è concluso con una sentenza di assoluzione. Il giudice monocratico del Tribunale di Avellino ha stabilito che le prove non erano sufficienti. Non è stato dimostrato il coinvolgimento del giovane nell'attività di spaccio. La Procura aveva richiesto una pena di tre anni e sei mesi.

La strategia difensiva si è concentrata su un punto cruciale. Si è cercato di dimostrare che, pur essendo il figlio presente in un contesto legato al padre, non vi fossero elementi concreti. Questi elementi avrebbero dovuto collegarlo alla gestione o alla cessione di stupefacenti. L'esito del processo suggerisce che questa linea difensiva abbia convinto il tribunale.

Motivazioni della sentenza ancora da chiarire

Le motivazioni complete della sentenza non sono ancora state depositate. Sarà fondamentale attendere questo passaggio. Permetterà di comprendere le basi su cui il giudice ha fondato l'esclusione della responsabilità penale del giovane. Si potrà valutare anche l'effettiva credibilità e documentazione della separazione dei ruoli tra padre e figlio.

L'indagine aveva puntato il dito contro entrambi. La gestione del circolo ricreativo da parte del padre è stata ritenuta centrale. Le accuse riguardavano la detenzione ai fini di spaccio. La difesa del figlio ha lavorato per distinguere la sua posizione. Ha sostenuto la sua estraneità alle attività illecite. La sentenza di assoluzione rappresenta un punto fermo per il giovane.

La vicenda giudiziaria ha visto contrapposte le tesi della Procura e della difesa. Quest'ultima ha puntato sulla mancanza di prove dirette. Ha evidenziato l'assenza di elementi che potessero ricondurre il figlio all'attività di spaccio. La decisione del giudice monocratico sembra aver accolto queste argomentazioni. La separazione delle responsabilità è stata quindi riconosciuta.

Il padre dovrà scontare la pena stabilita per il rito abbreviato. Per il figlio, invece, si apre uno scenario diverso. L'assoluzione per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove chiude il suo contenzioso giudiziario. Resta da capire se la Procura valuterà un ricorso in appello una volta depositate le motivazioni.

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