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Un depuratore nell'area industriale di Nusco-Lioni è stato sequestrato per gravi violazioni ambientali. Le indagini sono partite da una denuncia dei cittadini e hanno confermato la gestione illecita di rifiuti e scarichi.

Depuratore sequestrato per gravi violazioni ambientali

Un impianto di depurazione situato nell'area industriale di Nusco-Lioni, in provincia di Avellino, è stato posto sotto sequestro.

La decisione è stata presa dai carabinieri del Nucleo forestale di Bagnoli.

L'operazione è avvenuta su ordine della Procura di Avellino, che ha coordinato le indagini.

La motivazione del sequestro è una gestione che ha violato le norme ambientali.

L'impianto era da tempo oggetto di proteste.

Lavoratori e residenti lamentavano miasmi diffusi nell'intera zona.

Gestione illecita di rifiuti e scarichi

Il titolare della Sige, l'azienda che gestiva l'impianto, è stato denunciato.

Si tratta di un uomo di 65 anni, originario di Napoli.

Le accuse includono gestione e deposito illecito di rifiuti speciali.

Sono inclusi sia rifiuti pericolosi che non pericolosi.

L'uomo è accusato anche di scarico illecito di acque reflue industriali.

Il Procuratore capo facente funzioni di Avellino, Francesco Raffaele, ha disposto la restituzione provvisoria dell'impianto.

L'ente gestore, l'Asi di Avellino, riprenderà il controllo.

Ci sono sessanta giorni di tempo per ripristinare le corrette condizioni operative.

Indagini partite da denuncia dei cittadini

Le indagini sono scaturite da una denuncia presentata da circa 400 cittadini.

Le loro segnalazioni sono state confermate dalle analisi effettuate dall'Arpac.

È emerso che il gestore non aveva smaltito regolarmente i fanghi di depurazione.

Anche il corretto funzionamento dell'impianto era compromesso.

Non erano garantiti i processi di depurazione e ozonizzazione.

L'abbattimento delle emissioni non era adeguato.

Le acque reflue venivano convogliate direttamente in un corso d'acqua vicino.

Questa pratica ha causato un grave inquinamento ambientale.

Le conseguenze per l'ambiente e la comunità

Il sequestro dell'impianto mira a fermare l'inquinamento.

La restituzione temporanea all'Asi è finalizzata al ripristino.

La comunità locale attendeva da tempo un intervento.

Le proteste dei residenti evidenziavano i disagi causati dai miasmi.

La situazione ha richiesto un'azione decisa da parte delle autorità.

Le indagini proseguiranno per accertare tutte le responsabilità.

La tutela dell'ambiente è una priorità per la zona.

Le autorità monitoreranno attentamente il ripristino dell'impianto.

La salute pubblica è strettamente legata alla qualità ambientale.

Si spera in una soluzione definitiva per evitare futuri problemi.

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