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Mille spettatori hanno assistito in Basilicata allo spettacolo teatrale "La Mirabolante storia di Guglielmo Da Vecellum", parte del progetto "Fantastico Medioevo". L'evento ha riscoperto la figura del santo pellegrino attraverso il teatro, coinvolgendo nove comuni lucani.

San Guglielmo rivive nei borghi lucani

Oltre mille spettatori hanno partecipato a un'iniziativa culturale in Basilicata. L'evento ha portato in scena la vita e il cammino di San Guglielmo da Vercelli. Questo santo pellegrino ed eremita ha vissuto tra l'XI e il XII secolo. La sua spiritualità ha attraversato le montagne dell'Irpinia, del Vulture e delle Dolomiti Lucane. Lo spettacolo teatrale si è svolto in nove comuni lucani. Questi luoghi sono toccati dal Cammino di Guglielmo. Tra questi figurano Rapone, Pescopagano, Atella, Monticchio laghi, Melfi, San Fele, Venosa, Rapolla e Montemilone.

L'iniziativa ha permesso al pubblico di riscoprire la figura del santo. Il tutto è avvenuto attraverso il linguaggio del teatro. La rappresentazione ha narrato la storia e il percorso spirituale di Guglielmo. Un'immersione nel passato che ha valorizzato il patrimonio storico e religioso della regione.

"Fantastico Medioevo" promuove la cultura locale

Lo spettacolo teatrale fa parte del progetto "Esperienze teatrali nel Vulture". Questo progetto è stato realizzato nell'ambito di "Fantastico Medioevo". L'iniziativa è promossa dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata. Il coordinamento è stato curato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019. Fondamentale è stata la collaborazione con la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa e l'Arcidiocesi di Acerenza. Questi enti hanno supportato la realizzazione dell'evento.

Il progetto ha avuto una durata di diversi mesi. Le attività si sono svolte tra settembre e ottobre. Hanno partecipato 25 interpreti-narratori. Questi artisti sono stati selezionati tra oltre 100 candidature. I candidati provenivano da tutta la Basilicata, ma anche dalla Puglia e dalla Campania. Non sono mancati partecipanti da Roma e da Milano. L'età e le esperienze degli interpreti erano molto diverse tra loro. Tutti hanno seguito un corso di teatro intensivo. Il corso è durato 30 ore ed è stato curato dal Teatro 99 Posti. Al termine del percorso formativo, hanno dato vita allo spettacolo.

Lo spettacolo, intitolato "La Mirabolante storia di Guglielmo Da Vecellum Peregrinus et Romito", è il frutto di questo intenso lavoro. Il testo è stato scritto da Gianni Di Nardo ed Elda Martino. La rappresentazione ha unito narrazione, recitazione e ambientazioni suggestive. Ha permesso al pubblico di immergersi nel contesto storico e spirituale dell'epoca.

La spiritualità di San Guglielmo al centro del racconto

La figura di San Guglielmo è stata al centro del messaggio dello spettacolo. Mons. Ciro Fanelli, vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, ha sottolineato l'importanza di questo cammino spirituale. «La figura di San Guglielmo ci ricorda che la vita cristiana è un cammino», ha affermato. «È un percorso fatto di ricerca di Dio, di preghiera e di incontro con i fratelli». Il vescovo ha evidenziato come il teatro abbia favorito la riscoperta delle radici cristiane. Ha descritto l'esperienza come un «autentico tempo di condivisione» per le comunità. Questo anno è particolarmente significativo per la diocesi. Si celebrano i 950 anni della cattedrale. Inoltre, si sta vivendo il sinodo diocesano. Mons. Fanelli ha aggiunto che questa iniziativa mostra «lo stile di una Chiesa che sa farsi compagna di strada di ogni persona». La Chiesa, secondo il vescovo, deve «custodire il patrimonio di santità e di bellezza che i nostri padri ci hanno consegnato».

Il percorso teatrale ha avuto un forte impatto sulle comunità locali. Ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza e identità. La riscoperta del patrimonio immateriale è fondamentale. Questo patrimonio si affianca alle testimonianze architettoniche lasciate dal Medioevo. La Basilicata è ricca di queste eredità storiche.

Un progetto che valorizza il territorio e le sue comunità

Rita Orlando, Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, ha spiegato gli obiettivi del progetto. «Il percorso 'Esperienze teatrali nel Vulture', nato all'interno di Fantastico Medioevo grazie alla collaborazione con le diocesi locali, ha voluto rimettere al centro le comunità lucane», ha dichiarato. L'intento era quello di renderle «protagoniste di un racconto inedito e identitario del territorio». Il tutto attraverso il linguaggio del teatro. La grande partecipazione sia alla chiamata per gli interpreti sia del pubblico spettatore è un segnale positivo. «Ci raccontano il fermento delle nostre comunità e il desiderio di riscoprire le proprie radici», ha aggiunto Orlando. Queste risorse vengono valorizzate dal progetto Fantastico Medioevo. L'obiettivo è preservare il patrimonio immateriale. Questo si affianca alle testimonianze architettoniche medievali. La Basilicata custodisce un ricco patrimonio di questo straordinario periodo storico.

L'iniziativa ha dimostrato la vitalità culturale della regione. Ha offerto un'opportunità di crescita artistica e personale ai partecipanti. Ha inoltre avvicinato il pubblico a figure storiche e spirituali di grande rilievo. La collaborazione tra enti pubblici, fondazioni, diocesi e compagnie teatrali è stata la chiave del successo. Questo modello può essere replicato per valorizzare altri aspetti del patrimonio culturale lucano.

Il successo di questo evento sottolinea l'importanza di progetti che uniscono arte, storia e comunità. La Basilicata si conferma una terra ricca di tradizioni e di un patrimonio culturale da scoprire e valorizzare. L'arte teatrale si rivela uno strumento potente per la narrazione del territorio. Permette di creare legami più profondi tra le persone e la loro storia. La figura di San Guglielmo, attraverso questa rappresentazione, continua a ispirare e a unire le comunità lucane.