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La commissione parlamentare d'inchiesta ha analizzato le condizioni di lavoro ad Asti, rivelando un'alta percentuale di irregolarità aziendali. Sono emerse criticità ma anche la volontà di trovare soluzioni.

Irregolarità diffuse nei cantieri e nelle aziende astigiane

La situazione lavorativa nell'Astigiano presenta criticità significative. Molti cantieri edili operano senza le dovute misure di sicurezza. I lavoratori braccianti affrontano condizioni estreme, lavorando senza protezioni. Alcune aziende monitorano i propri dipendenti tramite sistemi di videosorveglianza.

Questi aspetti emergono dalle numerose ispezioni condotte dagli organi di controllo. I dati indicano che oltre il 72,16% delle imprese ispezionate non rispetta le normative vigenti. Questo quadro preoccupante è stato presentato in Prefettura.

Le audizioni della Commissione parlamentare d'inchiesta hanno messo in luce queste problematiche. La presidente Chiara Gribaudo ha evidenziato la determinazione a risolvere le questioni sollevate. Ha elogiato l'efficacia dell'unità operativa istituita in Prefettura.

Sfide e progressi nella lotta allo sfruttamento

Nonostante le difficoltà, emergono anche segnali incoraggianti. La presidente Gribaudo ha sottolineato la volontà di affrontare i problemi con serietà. Ha però denunciato la cronica carenza di personale addetto ai controlli. La regolarizzazione delle aziende presenta costi insostenibili per molte realtà.

Tra il 2024 e il 2026, sono state effettuate 1.036 ispezioni. Le task force, gli ispettorati e i Carabinieri hanno partecipato attivamente. Di queste, 534 hanno rilevato violazioni specifiche.

Queste azioni hanno permesso di recuperare circa 7 milioni di euro di contributi evasi. Inoltre, sono state disposte la chiusura di 78 attività commerciali o produttive non conformi.

Principali infrazioni e settori a rischio

Le infrazioni riscontrate sono molteplici e gravi. Tra queste, l'assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e del Piano Operativo di Sicurezza (POS). Sono state rilevate anche visite mediche obbligatorie non effettuate.

Gli impianti tecnici sono risultati spesso non a norma. L'uso illecito di telecamere per il controllo dei lavoratori è un'altra violazione frequente. Questi elementi contribuiscono a creare un ambiente di lavoro insicuro e poco tutelato.

I settori maggiormente esposti a queste criticità sono l'edilizia, i locali pubblici e l'agricoltura. Queste aree presentano dinamiche che favoriscono lo sfruttamento.

Casi emblematici e impegno delle forze dell'ordine

Sono emersi casi emblematici che illustrano la gravità del fenomeno. Migranti ospitati in centri di accoglienza sono stati impiegati in attività di carico. Ricevevano solo 5 euro per ogni camion caricato, lavorando a mani nude per movimentare carcasse.

Un altro episodio significativo riguarda un blitz a Baldichieri. In quell'occasione sono stati scoperti contratti agricoli fittizi. Questi contratti venivano utilizzati per mascherare forme di sfruttamento.

Si tratta di un fenomeno complesso che richiede un impegno costante. Le forze dell'ordine sono in prima linea per garantire la legalità. La loro azione mira a tutelare la dignità del lavoro e dei lavoratori.