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Un frate francescano svela un legame inaspettato tra J.R.R. Tolkien e l'Umbria. L'autore de "Il Signore degli Anelli" soggiornò ad Assisi, ricevendo le bozze finali del suo capolavoro.

Tolkien in Umbria: un soggiorno ad Assisi

Il celebre autore J.R.R. Tolkien, padre di mondi fantastici e amato da generazioni, possiede un legame meno noto con la regione Umbria. Questo aspetto è stato messo in luce durante un incontro all'Università per Stranieri di Perugia. L'evento ha visto la partecipazione di numerosi studenti, attratti dalla figura del Professore di Oxford.

Ospite d'eccezione è stato Guglielmo Spirito. Frate del Sacro Convento di Assisi, Spirito è riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti di Tolkien. La sua presenza ha arricchito il dibattito con aneddoti inediti.

Sembra che la città di San Francesco abbia avuto un ruolo significativo nella conclusione dell'epopea de "Il Signore degli Anelli". Tolkien visitò l'Italia nell'agosto del 1955. Era accompagnato da sua figlia Priscilla. Durante il soggiorno, frequentava assiduamente il bar San Francesco. Questo locale, da poco inaugurato, offriva una vista suggestiva sulla Basilica.

L'ispirazione umbra per gli Hobbit

Proprio nelle terre care al Poverello d'Assisi, di cui Tolkien ammirava profondamente la spiritualità, l'autore ricevette le bozze definitive dell'ultimo volume della Trilogia. Si trattava de "Il Ritorno del Re". Questa coincidenza non è casuale per il frate esperto.

Guglielmo Spirito ha affermato con convinzione che "gli Hobbit sono chiaramente umbri". Questa affermazione suggerisce una possibile influenza della cultura e del paesaggio umbro sulla creazione dei suoi personaggi più iconici. L'idea che creature così radicate nella terra possano avere un'origine italiana affascina i lettori.

Il fascino intramontabile di Tolkien

Ma qual è il segreto del successo duraturo di Tolkien? Perché anche le nuove generazioni trovano conforto e ispirazione nelle sue opere? Enrico Terrinoni, docente di Letteratura inglese all'ateneo perugino, offre una spiegazione chiara.

«Semplice: perché leggerlo è molto piacevole», ha dichiarato Terrinoni. Essendo un linguista, Tolkien comprendeva il potere creativo della parola. I mondi da lui creati permettono ai lettori di immedesimarsi nelle vite altrui. La scienza quantistica suggerisce che anche l'osservatore partecipa all'esperimento. Con Tolkien, l'identificazione diventa immediata. Questo è anche il motivo per cui la sua opera è stata spesso strumentalizzata.

Il viaggio dell'eroe e la vittoria del Bene

L'opera di Tolkien invita a riscoprire valori universali. Offre un modello narrativo di eroi luminosi ma accessibili. Il "Viaggio dell'Eroe" è un tema centrale. I protagonisti vengono spinti fuori dalla loro zona di comfort. L'obiettivo è raggiungere una vita più profonda e autentica.

Giacomo Nencioni, professore di Storia del cinema, ha osservato come l'universo di Tolkien fosse predisposto per il cinema. La sua coerenza e ricchezza di dettagli si adattano perfettamente alle esigenze cinematografiche moderne. Questo ha contribuito alla sua diffusione globale.

Di fronte alle sfide del mondo attuale, dove il Bene sembra spesso in ritirata, le storie di Tolkien offrono una prospettiva diversa. Padre Spirito ricorda le parole dello stesso autore: «la Storia è una lunga sconfitta». Tuttavia, la realtà, pur ferita, conserva una bellezza intrinseca. L'evasione nelle sue opere permette una rigenerazione interiore.

Un bardo moderno, non solo uno scrittore fantasy

L'opera di Tolkien non invecchia mai. Le sue radici affondano nel mito, in profondità atemporali. Tolkien è considerato il re del fantasy, ma è più di questo. È un bardo, un moderno creatore di leggende. La sua umanità lo avvicina a Omero più che ad altri autori fantasy.

Fornisce uno standard di eroismo raggiungibile. Questo ci permette di identificarci con i suoi personaggi. Accettiamo volentieri di immergerci nel suo universo narrativo. La sua opera rimane unica, difficile da replicare.

Per creare qualcosa di simile, servirebbe un altro Tolkien. Uno studioso del mito nordico, un cattolico in un paese anglicano. Un reduce della Grande Guerra, un oppositore del totalitarismo. Un amante di un'Inghilterra rurale, segnata dalla rivoluzione industriale. Per ora, possiamo solo rileggerlo, ancora e ancora. Il mito, se potente, è inesauribile. Guida verso l'alto chiunque lo accolga.

Domande frequenti

Dove ha soggiornato J.R.R. Tolkien in Italia?

J.R.R. Tolkien ha soggiornato in Italia nell'agosto del 1955, visitando anche Assisi, dove frequentava il bar San Francesco. In questa città ricevette le bozze finali de "Il Ritorno del Re".

Cosa lega gli Hobbit all'Umbria secondo frate Guglielmo Spirito?

Secondo frate Guglielmo Spirito, esperto di Tolkien, gli Hobbit sono "chiaramente umbri". Questa affermazione suggerisce una possibile ispirazione del paesaggio e della cultura umbra nella creazione di questi personaggi iconici dell'opera di Tolkien.

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