Oltre duemila studenti da tutta Italia si sono riuniti ad Assisi per il Meeting nazionale delle Scuole di Pace. L'evento culmina con una marcia per la pace e la proposta del sindaco di creare un gruppo di "ambasciatori" dedicati a promuovere la non violenza sui passi di San Francesco.
Studenti in marcia per la pace
Più di 2.000 giovani, di età compresa tra i 4 e i 18 anni, hanno raggiunto Assisi. Erano accompagnati dai loro insegnanti. Provengono da centinaia di istituti scolastici italiani. Partecipano al Meeting nazionale delle "scuole di Pace". Questo progetto dura da trent'anni. Coinvolge oltre 700 istituti. La speranza è che il bel tempo accompagni la marcia per la pace. La partenza è prevista alle 9:30 dalla Porziuncola. L'arrivo è in piazza San Francesco, seguendo la Mattonata.
L'evento di due giorni si concluderà con la marcia per la pace. La partenza è da Santa Maria degli Angeli. L'iniziativa mira a sensibilizzare i giovani sui temi della pace e della non violenza. Si ispira all'esempio di San Francesco.
Ispirazione da San Francesco
L'evento di quest'anno porta il titolo emblematico "io cambio". Flavio Lotti, figura chiave dell'attivismo pacifista, ha spiegato il significato. Ha sottolineato come San Francesco sia un santo da imitare. Lo ha descritto come un ragazzo con problemi interiori simili a quelli dei giovani presenti. Il suo cambiamento di vita dopo due guerre, una a 16 anni e una contro Perugia, è un esempio potente.
Le spille con la scritta "io cambio" sono diventate un simbolo. Si vedono su giacche, magliette e cappellini. Randa Harb, direttrice della rete nazionale delle "scuole di pace", ne indossa diverse. Lei è sempre in prima linea nelle iniziative della Fondazione PerugiAssisi. Ha scherzato dicendo che le spille le sono state messe da maestri e bambini. Il suo impegno è stato riconosciuto.
Nella sala stampa del Sacro Convento, si è tenuto un panel con 12 interventi. Tra questi, quello di Fra Marco Moroni. L'ex maestro elementare ha espresso soddisfazione nel vedere tanti ragazzi ad Assisi. Ha evidenziato l'importanza di pensare alla pace. Bisogna trovare strumenti per proporla. La difesa non violenta e il dialogo sono fondamentali per costruire un mondo senza guerre.
Proposta di "ambasciatori per la Pace"
Il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, ha rivolto un caloroso benvenuto ai giovani. Ha definito San Francesco una "bomba atomica di pace", citando il vescovo Monsignor Felice Accrocca. Il sindaco ha poi lanciato una proposta ambiziosa. Ha suggerito la creazione di un gruppo di "ambasciatori per la Pace". Questo gruppo riunirebbe le forze del Comune, della Diocesi e delle Scuole. L'obiettivo è partire da Assisi per diffondere il messaggio di pace nel mondo. Si camminerebbe insieme "sui passi di Francesco".
La proposta è stata accolta con entusiasmo. Flavio Lotti l'ha definita una "bella idea". Ha ricordato l'esortazione del vescovo a "fare meno cose, ma mettendoci tutti insieme". Simona Zoncheddu dell'ufficio scolastico regionale ha aggiunto che si potrebbe creare un "passaporto della nuova nazione basata sulla pace" per questi ambasciatori.
Interventi e testimonianze
Sul palco si sono succeduti altri interventi significativi. Il sindaco di Passignano, Sandro Pasquali, ha parlato a nome della Provincia. Ha sottolineato l'importanza di non essere più indifferenti a ciò che accade nel mondo. Fabiana Cruciani e Aluisi Tosolini, coordinatori delle Scuole di Pace, hanno celebrato la storia di cambiamento di Francesco. Hanno enfatizzato che questo cambiamento è possibile per tutti. Hanno ribadito la necessità di ascoltare i ragazzi, non di indottrinarli.
Marco Mascia, coordinatore delle Università per la Pace (ben 74), ha parlato della ricerca e dell'insegnamento per formare giovani capaci di cambiare la "leadership criminale". L'intervento del professor Alessandro Saggioro, coordinatore del dottorato di studi sulla pace alla Sapienza, è stato molto apprezzato. Il Rettore dell'Università per Stranieri, Valerio De Cesaris, ha auspicato un dialogo, ispirato a quello tra Francesco e il Sultano. Daniele Parbuono ha annunciato la creazione di corsi di studio dedicati alla pace. Ha ricordato Franco Rasetti, fisico che rifiutò di lavorare alla bomba atomica.
Hanno concluso il convegno Franco Lorenzoni, maestro e fondatore della Casa-Laboratorio Cenci, esprimendo preoccupazione per la perdita di credibilità degli adulti. Fra Felice Autieri ha parlato della vita di Francesco in un volume a fumetti.