Religioni riunite ad Assisi per il quarantennale dello Spirito di Assisi. Un appello corale per la pace e la costruzione di una nuova umanità, con iniziative concrete per il futuro.
Un messaggio di pace da Assisi
La città di Assisi ha nuovamente risuonato con un forte appello alla pace. Questo messaggio affonda le sue radici in oltre 800 anni di storia. L’incontro tra San Francesco e il sultano al-Malik al-Kamil è un esempio antico di dialogo. La sua attualità è oggi più pressante che mai.
L'evento conclusivo dello Spirito di Assisi ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti religiosi. Hanno scandito insieme la parola “pace” con un lungo applauso. L'iniziativa celebra il quarantennale del primo incontro voluto da Papa Giovanni Paolo II. La Comunità di Sant’Egidio ha promosso l'evento.
La preghiera e la speranza di una nuova umanità
La tre giorni di incontri e riflessioni si è conclusa con una preghiera corale. Ogni fede ha pregato secondo la propria tradizione. È emersa una forte consapevolezza: “una nuova umanità è ancora possibile”. Lo ha affermato monsignor Felice Accrocca, vescovo di Assisi.
Monsignor Accrocca ha sottolineato il suo impegno. Vuole che Assisi diventi un vero laboratorio di pace. Ha ricordato l'esempio di San Francesco. Egli si recò disarmato dal Sultano, portando solo la fede. La Chiesa locale, ogni 27 del mese, inviterà le altre fedi a pregare per la pace.
“Ciò che è seminato nella pace produrrà frutti di pace”, ha dichiarato il vescovo. Ha espresso la speranza di ritrovarsi ad Assisi tra dieci anni. Si celebreranno i cinquant'anni dello Spirito di Assisi.
Testimonianze dal passato per un futuro di pace
Touch Sarith, presidente della Dhammaraingsei Buddhist Association, ha ricordato il primo incontro di 40 anni fa. Ha descritto il freddo pungente e il sole che splendeva quel giorno. Ha sottolineato il calore umano e la solidarietà tra i partecipanti. Spera che lo Spirito di Assisi continui a sradicare ogni forma di guerra. Desidera un pianeta trasformato in un giardino di pace.
Koko Kondo, sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima, ha lanciato un appello ai giovani. Ha portato nel cuore i bambini che vivono nella paura delle bombe. Ha esortato i giovani a non arrendersi. Li ha invitati a costruire un mondo senza gli orrori della guerra. Questo messaggio è stato trasmesso tramite un video intervento del Papa.
L'appuntamento a Genova nel 2027
L’arcivescovo metropolita di Genova, Marco Tasca, ha annunciato la prossima edizione. Si terrà a Genova nel 2027. Ha ribadito che la pace è possibile e il dialogo non deve fermarsi. Chi soffre a causa della guerra ha bisogno di speranza e di un porto sicuro. Ha invitato tutti a Genova per continuare a camminare insieme. La responsabilità di costruire approdi di pace è di tutti.
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