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Leader religiosi da 53 nazioni si sono riuniti ad Assisi per celebrare 40 anni di dialogo interreligioso. Hanno lanciato un forte appello contro la guerra, sottolineando l'urgenza di un dialogo globale per la pace e la salvaguardia del pianeta.

Leader religiosi chiedono fine alla logica bellica

Un appello vibrante è risuonato da Assisi. L'incontro ha riunito leader religiosi provenienti da ben 53 nazioni. L'obiettivo era chiaro: evitare che il mondo sprofondi nella spirale bellica.

Le parole pronunciate sono state un monito severo. «O riusciremo a porre fine alle guerre o davvero le guerre porranno fine all'umanità», hanno dichiarato con forza i partecipanti. Questo evento ha celebrato anche i 40 anni da un precedente incontro voluto da san Giovanni Paolo II nel 1986.

La pace come cantiere aperto a tutti

I leader hanno definito la pace un «cantiere aperto a tutti». Hanno sottolineato la responsabilità collettiva nel trovare vie per una «pace disarmata e disarmante». Per quattro decenni, si è pregato, sognato e lavorato per un mondo più unito.

L'incontro ha ricordato i successi passati. La caduta del Muro di Berlino è un simbolo di abbattimento delle divisioni. Sono state citate guerre concluse con accordi di pace e la riduzione degli armamenti nucleari. L'anelito dei popoli post-bellici per un futuro senza conflitti è emerso con forza.

Mancanza di dialogo minaccia conquiste umane

Attualmente, il mondo soffre per una grave carenza di dialogo. Questo vuoto minaccia le conquiste più importanti dell'umanità. La salvaguardia del pianeta è messa seriamente a rischio.

I leader hanno ribadito l'appello profetico. Hanno chiesto di riconvertire le risorse belliche. Tali fondi dovrebbero essere destinati a bisogni primari. Acqua, cibo, istruzione e lavoro sono priorità assolute.

Appello per un dialogo planetario

Le sfide globali come pandemie, crisi climatica e migrazioni uniscono l'umanità. Le guerre, il rischio nucleare e l'intelligenza artificiale richiedono un'azione congiunta. «Siamo tutti sulla stessa barca», è stato affermato con convinzione.

È quindi fondamentale ampliare il dialogo. Serve un confronto a livello planetario per il bene comune. Il mondo, la nostra casa, è uno solo. Dobbiamo preservarlo per le generazioni future. L'appello finale è per liberare il pianeta dall'incubo nucleare.