Un vibrante appello per la pace risuona da Assisi, con il Custode del Sacro Convento che sottolinea il valore inestimabile di ogni vita umana. Le parole del frate si rivolgono ai leader mondiali, invitandoli a riflettere sui principi di fraternità e giustizia ispirati da San Francesco.
Un appello universale per la pace
Dalla città di Assisi e da ogni angolo del pianeta, si leva un'urgente richiesta di pace. La vita di ogni individuo supera di gran lunga il valore di qualsiasi confine conquistato o interesse economico. Questa è la forte dichiarazione di fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco.
Le sue parole sono state pronunciate dalla loggia del convento in un momento solenne. L'occasione era l'ottavo centenario della scomparsa del patrono d'Italia, alla presenza del Presidente della Repubblica e di numerose autorità. L'appello è rivolto direttamente ai governanti del mondo.
L'eredità di San Francesco
Il Custode ha evidenziato come l'insegnamento di San Francesco sulla creazione abbia stimolato il desiderio di conoscerla e proteggerla. La sua attenzione verso i più bisognosi e il suo rifiuto della mentalità del possesso hanno ispirato modelli economici focalizzati sul bene comune.
La fraternità, principio cardine del suo messaggio, ha dato vita a nuove forme di solidarietà e partecipazione sociale. Papa Francesco, scegliendo il nome del santo, ha fatto proprie queste intuizioni. Attraverso le sue encicliche, ha ribadito che la cura della nostra casa comune, la fratellanza tra i popoli e un'economia al servizio dell'umanità sono aspetti interconnessi.
Questi concetti rappresentano un unico modo di prendersi cura di ogni singola persona. Il Custode ha richiamato le parole pronunciate da Papa Leone XIV alla Porziuncola il 6 agosto, durante un incontro con molti giovani francescani.
La forza dell'umanità di Francesco
La ragione per cui San Francesco continua ad attrarre le persone, anche ottocento anni dopo la sua morte, risiede nella sua straordinaria umanità. Questa lo spinse a deviare dai percorsi battuti, aprendo una nuova via più fedele al cammino di Gesù. Moroni ha sottolineato come Francesco fosse, prima di tutto, un uomo profondamente conquistato da Cristo.
Il Custode ha fatto riferimento a uno scritto meno noto di San Francesco: la «Lettera ai reggitori dei popoli». In questo testo, il santo si rivolgeva ai governanti di ogni nazione, esortandoli a non dimenticare Dio e ciò che conta veramente nella vita.
Un messaggio per i leader di oggi
Ottocento anni dopo, proprio da Assisi, si desidera idealmente ripetere quel gesto. Viene affidata una lettera ideale, nata dalla memoria del santo. Il messaggio è chiaro: la forza delle armi può imporre il silenzio, ma non può costruire la pace duratura.
Ogni popolo ha diritto alla sicurezza e alla libertà. Tuttavia, nessun popolo può garantire la propria sicurezza a scapito della dignità e del futuro di un altro. Il dialogo non è sinonimo di debolezza. Cercare insistentemente la via del negoziato non significa arrendersi al male.
Significa, al contrario, credere fermamente nella possibilità di una ragione illuminata dall'amore e dal perdono. Questo messaggio, proveniente da Assisi, porta con sé un'eco di speranza e un invito alla riflessione per tutti i leader mondiali.