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Oltre 1.500 studenti hanno partecipato ad Assisi a una marcia per la pace, unendosi in solidarietà con le vittime di tutti i conflitti bellici. L'evento, promosso dalle Scuole di Pace, ha visto la partecipazione di giovani provenienti da 14 regioni italiane.

Studenti in marcia per la pace ad Assisi

Circa 1.500 studenti, accompagnati dai loro insegnanti, hanno sfilato ad Assisi. Provenienti da 14 regioni diverse, hanno preso parte a un'iniziativa promossa dalla rete delle Scuole di Pace. L'evento mirava a esprimere solidarietà verso le vittime di ogni guerra.

Numerosi striscioni colorati hanno accompagnato la marcia. Tra gli slogan più significativi si leggevano: “Insieme per la Pace-Apriamo al dialogo”, “La Pace comincia da noi” e “Se non c'è Pace non c'è futuro”.

Il motto "Sbellichiamoci!" guida la marcia

Il corteo è partito da Santa Maria degli Angeli, animato dal motto “Sbellichiamoci!”. L'obiettivo era raggiungere piazza San Francesco. Questa marcia rappresenta il culmine del meeting nazionale delle Scuole di Pace, intitolato “Io cambio”.

L'evento, svoltosi sui passi di San Francesco, ha visto la partecipazione attiva di 17 comuni. Ogni comune ha inviato una propria delegazione accompagnata dal gonfalone.

L'importanza delle azioni concrete per la pace

Flavio Lotti, figura centrale dell'iniziativa PerugiAssisi, ha sottolineato l'importanza di passare dalle parole ai fatti. «I fatti sono ancora più importanti delle parole», ha affermato Lotti all'ANSA. «La pace non è un sostantivo, ma un verbo. La pace ha senso quando la si costruisce».

Lotti ha invitato a seguire l'esempio di San Francesco. Bisogna smettere di fare guerre, abbandonare la ricerca sfrenata di successo e ricchezza. È necessario intraprendere la via della condivisione, della fraternità e della pace.

I giovani riflettono sul senso della pace

Fabiana Cruciani, dirigente dell'Itts Volta di Perugia e coordinatrice della rete Scuole di Pace, ha evidenziato l'entusiasmo dei giovani. «I ragazzi hanno risposto con entusiasmo a queste iniziative», ha dichiarato Cruciani all'ANSA. «Li hanno portati a riflettere sul senso del vivere in maniera rispettosa, improntato al dialogo e al confronto».

Ha aggiunto che il dialogo e il confronto sono essenziali in questo momento storico. «Marciamo insieme per costruire un futuro e un presente migliore», ha spiegato Cruciani. L'obiettivo è capire come interpretare in modo propositivo e fattivo anche i tempi attuali, così tormentati dalla guerra.