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Monsignor Sergio Denti festeggia il suo centesimo compleanno a Mantova il 25 aprile. Una vita ricca di fede, dedicata ai più bisognosi e segnata da importanti eventi storici.

Un secolo di vita e fede

Il 25 aprile segna un doppio evento per la RSA Bianchi di Mantova. Si celebra la Festa della Liberazione e il centesimo compleanno di un ospite d'eccezione: monsignor Sergio Denti. Un traguardo straordinario per un uomo che ha attraversato un secolo di storia italiana e della Chiesa cattolica.

«Ho avuto una vita ricca, piena di cose belle e a fianco di persone di valore e con grandi ideali, guidato dalla fede», racconta il monsignore con un sorriso. La sua esistenza è stata profondamente segnata dall'impegno verso i più deboli. «Il più alto di questi valori? Stare dalla parte dei poveri, dei disoccupati, dei giovani».

Sacerdote costruttore e testimone della storia

Nato ad Asola nel 1926, monsignor Denti è stato ordinato sacerdote 75 anni fa. Nel 1964, giovanissimo, fu nominato monsignore. Ha ricoperto importanti incarichi, tra cui quello di Canonico del Capitolo della Cattedrale di San Pietro e cappellano di Sua Santità. È stato anche Benemerito dell’arte sacra per la sua gestione dell’edilizia di culto.

«Ho lavorato molto, sia a Mantova sia a Palermo», afferma. A Palermo, sotto la guida del cardinal Ruffini, ha supervisionato la costruzione di circa trenta chiese. Rientrato a Mantova nel 1968, ha seguito la realizzazione di altre nove chiese, tra cui quelle a San Giorgio e Colle Aperto. «Prete costruttore» lo definivano, un ruolo che ha svolto con dedizione, studiando e confrontandosi con grandi architetti.

Ha anche ricoperto a lungo il ruolo di cappellano della RSA Isabella d’Este a Mantova. La sua lunga vita lo ha reso testimone di eventi epocali, dal Concilio Vaticano II al conclave del 1963 che elesse Paolo VI. Da seminarista diciottenne, rifiutò la chiamata alle armi della RSI, scegliendo di stare vicino ai sofferenti.

Un secolo di cambiamenti

Il secolo di vita di monsignor Denti coincide in gran parte con il Novecento, definito da Eric Hobsbawm il «secolo breve». Un periodo di profonde trasformazioni sociali e culturali. «Ho vissuto il ’68 e ho cercato di capirlo e di viverlo nel senso più bello», ricorda il sacerdote, pur notando le successive «deviazioni» e la diversa mentalità odierna.

Nonostante un velo di malinconia, il monsignore non esprime giudizi, ma constata i cambiamenti. La sua fede incrollabile e l'impegno verso i poveri rimangono i pilastri della sua esistenza. «Il cardinale Ruffini ha sempre affiancato e voluto bene ai poveri, con rettitudine e onestà».

Celebrazioni e ricordi

Per il suo centesimo compleanno, monsignor Denti riceverà gli auguri dal vescovo Marco Busca e dalla direzione della RSA Bianchi. Un legame speciale lo lega alla data del 25 aprile: «Sono nato nel giorno che poi diverrà la festa della Liberazione. Mia mamma mi diceva sempre, scherzando, che per lei era stata la liberazione da me».

Un ricordo affettuoso che sottolinea l'amore per la madre e la gioia di aver vissuto una vita piena, senza rimpianti, sempre al fianco degli ultimi. La sua eredità spirituale e umana continua a ispirare la comunità di Mantova.

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