Scuole montane a rischio: Cisl Marche lancia l'allarme
Scuole montane a rischio chiusura
Le scuole nei comuni montani delle Marche sono seriamente minacciate. La Cisl Marche e la Cisl Scuola Marche hanno lanciato un forte allarme riguardo alla possibile chiusura di diversi plessi scolastici. La causa principale è l'esclusione di 29 comuni marchigiani dal cosiddetto "decreto montagna".
Questa decisione impedisce l'applicazione di deroghe sul numero minimo di alunni per classe. Nei territori interni, la scuola rappresenta spesso l'unico presidio educativo e sociale, rendendo la sua salvaguardia fondamentale.
Impatto dello spopolamento e calo iscrizioni
La situazione è aggravata dal già marcato calo demografico e dallo spopolamento che affliggono la regione. La mancata inclusione nel decreto rischia di accelerare questi processi negativi, compromettendo il futuro delle comunità montane.
I dati sulle iscrizioni alle classi prime per l'anno scolastico 2026/2027 confermano questa tendenza preoccupante. In diverse province si registrano flessioni significative rispetto all'anno precedente.
Dati allarmanti nelle province marchigiane
Nella provincia di Pesaro Urbino, la scuola secondaria di primo grado di Montefelcino vedrà una diminuzione da 60 a 37 iscritti, mentre a San Lorenzo in Campo si passerà da 30 a 22 studenti. La provincia di Ancona mostra cali analoghi: ad Arcevia le iscrizioni alla primaria scendono da 22 a 17 e alla secondaria di primo grado da 23 a 18. A Staffolo, la scuola primaria perde quasi la metà degli alunni, passando da 21 a 12.
Anche nell'area ascolana i numeri sono negativi. Ad Appignano del Tronto la primaria scende da 7 a 4 iscritti, mentre a Castignano la secondaria di primo grado perde 9 studenti, scendendo a 13. Nella provincia di Macerata, l'istituto Filelfo di Tolentino registra una flessione da 121 a 94 iscritti.
La scuola come presidio sociale ed educativo
Marco Ferracuti, Segretario generale Cisl Marche, e Cristiana Ilari, Segretaria generale Cisl Scuola Marche, hanno sottolineato l'importanza di una strategia più ampia per la tutela delle scuole nelle aree interne. «Difendere la scuola nei territori montani significa difendere anche il diritto delle famiglie a costruire il proprio progetto di vita», hanno affermato.
Garantire un futuro equilibrato all'intera regione passa anche attraverso il mantenimento dei servizi essenziali, tra cui l'istruzione, nelle zone più marginali e vulnerabili.