L'ospedale di San Benedetto del Tronto applica una nuova tecnica chirurgica mininvasiva per trattare il glaucoma. Tre pazienti hanno beneficiato dell'impianto di un dispositivo innovativo, riducendo la pressione oculare e rallentando la progressione della malattia.
Chirurgia mininvasiva per il glaucoma
L'ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto ha introdotto una procedura chirurgica all'avanguardia. Si tratta di interventi mininvasivi per combattere il glaucoma. L'obiettivo è ridurre la pressione all'interno dell'occhio. Questo aiuta a rallentare il progredire della patologia.
La tecnica utilizza un dispositivo chiamato iStent infinite. Questa tecnologia rappresenta un passo avanti nel trattamento della malattia. Permette di gestire meglio la condizione oculare.
Tecnica avanzata in Italia
L'équipe dell'unità operativa di oculistica dell'Ast di Ascoli ha eseguito gli interventi. Il direttore Luca Cesari guida il team. La struttura di San Benedetto del Tronto diventa così uno dei pochi centri in Italia a impiegare questa tecnica. Solo Milano offre un servizio simile.
I pazienti trattati provengono anche da fuori provincia e da regioni vicine. Sono stati operati due uomini e una donna. Avevano un'età compresa tra i 70 e gli 80 anni. Tutti soffrivano di glaucoma, una patologia cronica. Questa malattia è la seconda causa mondiale di cecità.
I risultati degli interventi sono stati molto positivi. Hanno permesso di evitare o posticipare la chirurgia tradizionale. Questa è una notizia importante per i pazienti affetti da questa condizione.
Comprendere il glaucoma e la sua gestione
Il glaucoma è causato da un aumento della pressione interna dell'occhio. Questo accade quando il fluido oculare non defluisce correttamente. Nel tempo, questo può danneggiare il nervo ottico. Può portare a una perdita irreversibile della vista. È una patologia seria che richiede attenzione.
Il dottor Cesari sottolinea l'importanza dei controlli regolari. È consigliabile effettuarli dopo i 40 anni. Una diagnosi precoce è fondamentale. Permette di individuare alterazioni in tempo. L'intervento tempestivo può fare la differenza.
La nuova procedura con iStent infinite è meno invasiva. Prevede l'inserimento di un piccolo dispositivo. È fatto di titanio. Questo aiuta a ripristinare il normale deflusso del fluido. L'intervento è rapido. Dura circa dieci minuti.
Viene eseguito in anestesia locale. Spesso può essere associato alla chirurgia della cataratta. L'introduzione di questa tecnologia rafforza il ruolo dell'Ast di Ascoli. Diventa un centro di riferimento. Offre cure innovative e meno invasive.
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