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Il primo trimestre del 2026 registra un incremento degli incidenti sul lavoro nelle Marche. Si segnala anche un preoccupante aumento dei decessi e delle malattie professionali, con la provincia di Ascoli Piceno e il settore delle costruzioni in prima linea. La Cgil chiede interventi urgenti.

Aumento degli infortuni e dei decessi sul lavoro

Nel periodo iniziale del 2026, le Marche hanno visto un aumento degli infortuni sul lavoro. Si parla di un incremento del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo dato emerge dall'elaborazione dei dati Inail effettuata dall'Ires Cgil Marche. Un aspetto particolarmente allarmante riguarda i casi mortali. Le statistiche indicano un aumento del 50% dei decessi sul lavoro, un dato che richiede massima attenzione.

Parallelamente, anche le malattie professionali hanno mostrato una tendenza al rialzo. Si è registrato un incremento del 17,8% per queste patologie legate all'attività lavorativa. La combinazione di questi fattori dipinge un quadro preoccupante per la sicurezza nei luoghi di lavoro della regione.

Province e settori più colpiti

Analizzando la distribuzione geografica, la provincia di Ascoli Piceno emerge con il trend peggiore. Qui si è registrato un aumento degli infortuni del 5,1%. Tra i settori produttivi, quello delle costruzioni è il più colpito. Questo comparto ha visto un incremento degli incidenti del 11,9%. Subito dopo si posiziona l'industria metalmeccanica, con un aumento del 11,47%. Questi dati evidenziano aree critiche dove intervenire con misure preventive più efficaci.

I dati rivelano anche una maggiore esposizione per alcune categorie. Gli uomini sono più colpiti, con un aumento del 4,6%. La fascia d'età più a rischio sembra essere quella compresa tra i 50 e i 60 anni. Si nota inoltre una maggiore incidenza tra i lavoratori di cittadinanza europea, escludendo gli italiani. Per quanto riguarda le malattie professionali, le più diffuse riguardano il sistema osteo-muscolare, il tessuto connettivo e il sistema nervoso.

Le richieste della Cgil per la sicurezza

Loredana Longhin, segretaria regionale della Cgil Marche, definisce la situazione una «strage continua» e invoca azioni concrete. «Occorre fermare tutto questo», afferma, sottolineando la necessità di risposte immediate. La sindacalista chiede alla Regione la convocazione di un tavolo tecnico. L'obiettivo è elaborare misure specifiche per affrontare la problematica della sicurezza sul lavoro.

Le richieste della Cgil sono chiare da tempo. Si punta a una maggiore attenzione verso le malattie professionali, che possono evolvere in incidenti mortali. È stato sollecitato un aggiornamento delle normative in merito. Inoltre, si chiede l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro. Si auspica anche l'istituzione di una procura nazionale del lavoro e il patrocinio legale gratuito per le famiglie delle vittime di infortuni.

La segretaria regionale evidenzia la necessità di maggiori investimenti nelle risorse umane. «Si parla sempre di cultura della sicurezza del lavoro riferita ai lavoratori e non alle imprese», osserva la Longhin. Secondo lei, questa prospettiva è errata. Non è vero che i lavoratori siano poco attenti. Il problema reale risiede nello sfruttamento del lavoro. Avere la priorità mentre si opera è una conseguenza delle condizioni lavorative, non una scelta culturale.

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