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Le imprese marchigiane consolidano la Francia come principale sbocco commerciale, con un aumento significativo delle esportazioni. Anche Cina e Stati Uniti mostrano dinamiche positive, evidenziando la diversificazione dei mercati di riferimento.

Francia traina l'export marchigiano nel 2025

La Francia si afferma come il mercato estero più importante per le aziende delle Marche. Questo dato emerge durante l'evento Open Marche, organizzato dalla Camera di Commercio locale. L'incontro ha visto la partecipazione di 16 Camere di Commercio Italiane all'Estero. I dati Istat, analizzati dall'Ufficio Statistica della Camera Marche, rivelano cifre significative. L'interscambio commerciale con la Francia ha toccato quota 1,37 miliardi di euro nel corso del 2025. Nel primo semestre del 2026, le esportazioni marchigiane verso il paese transalpino hanno registrato un incremento del 12,8%. Questo successo sottolinea la forte connessione economica tra le due regioni. Le imprese locali dimostrano una chiara volontà di espandersi oltre i confini nazionali.

Europa e Nord America: mercati strategici in espansione

Anche altri mercati europei mostrano performance positive. La Spagna ha rappresentato un valore di esportazione di 789 milioni di euro nel 2025. Nei primi sei mesi del 2026, si è osservata una crescita dell'8,4%. Tale incremento è stato guidato in particolare dal settore dei macchinari, con un aumento del 30%. Il Regno Unito assorbe esportazioni per 536 milioni di euro, con i mezzi di trasporto come voce principale, per un valore di 105 milioni. La Polonia vale 569 milioni, con metalli, apparecchi elettrici e macchinari su livelli simili. La Turchia raggiunge i 280 milioni, trainata dai macchinari. Tuttavia, nel primo semestre del 2026, si registra una flessione complessiva del 14%. Sul fronte americano, gli Stati Uniti si confermano un mercato cruciale da 956 milioni di euro nel 2025. Macchinari e moda guidano le esportazioni. Nel primo semestre del 2026, l'export marchigiano verso gli USA è quasi raddoppiato. Il Canada vale 102 milioni, con una crescita del 20,4% nei primi sei mesi dell'anno. Il Guatemala, con 4,8 milioni, vede macchinari e gomma-plastica come settori trainanti. La Repubblica Dominicana ha visto una crescita del 38% nel 2025, grazie ai macchinari.

Asia e Oceania: la Cina protagonista, opportunità in Vietnam e Australia

In Asia, le esportazioni marchigiane verso la Cina ammontano a 296 milioni di euro. Il settore farmaceutico contribuisce con 95 milioni, mentre la moda genera 89 milioni. Nel primo semestre del 2026, si è registrata una crescita del 9,5%. Il Giappone si posiziona a 101 milioni, con il settore moda che genera oltre la metà di questo valore. Il Vietnam, partendo da cifre più contenute (19 milioni), mostra una crescita eccezionale del 62,6% nel primo semestre. Hong Kong si conferma un hub strategico per l'area Asia-Pacifico, offrendo opportunità in settori come lusso, food & beverage, tecnologia e logistica. Tra Oceania e Africa, l'Australia rappresenta un mercato da 114 milioni di euro. I macchinari costituiscono il 40% dell'export, con una crescita del 21,2% nel primo semestre del 2026. Il Sudafrica vale 33 milioni, con farmaceutica e apparecchi elettrici tra le voci principali, e una crescita del 19,7% nei primi sei mesi dell'anno.

Prospettive future e il ruolo delle imprese

I dati presentati dalla Camera di Commercio delle Marche delineano un quadro complesso dei mercati di sbocco per l'economia regionale. Emergono chiare opportunità di crescita sia nei mercati già consolidati sia in aree dove l'interscambio, pur essendo ancora contenuto, mostra dinamiche particolarmente positive. L'evento Open Marche, svoltosi a Colli del Tronto, ha evidenziato la forte volontà delle imprese locali di confrontarsi direttamente con i mercati internazionali. Il presidente della Camera di commercio delle Marche, Gino Sabatini, ha sottolineato questo aspetto, affermando: «Le adesioni confermano quanto le nostre imprese vogliano confrontarsi direttamente con i mercati internazionali». La strategia di internazionalizzazione appare quindi fondamentale per lo sviluppo futuro delle realtà produttive marchigiane. La diversificazione dei mercati è una chiave per la resilienza economica.