La regione Marche registra un significativo incremento degli impianti fotovoltaici, con oltre 53.000 installazioni. La Cna Marche sollecita l'istituzione di un fondo dedicato all'autoconsumo per supportare le piccole e medie imprese nella transizione energetica.
Aumento degli impianti fotovoltaici nelle Marche
Le Marche stanno vivendo un'accelerazione notevole nel settore del fotovoltaico. Si contano già oltre 53.000 impianti installati sul territorio regionale. Questo dato rappresenta un incremento sostanziale, stimato tra il 30% e il 35% rispetto all'anno precedente, il 2022. L'analisi dei dati provenienti da GSE e Terna evidenzia una distribuzione non uniforme degli impianti all'interno della regione.
La provincia di Ancona si posiziona al primo posto per numero di installazioni, con circa 17.200 unità. Segue da vicino la provincia di Pesaro e Urbino, che ne conta 12.600. La provincia di Macerata si attesta sui 12.100 impianti. Le province di Ascoli Piceno e Fermo registrano numeri inferiori, rispettivamente 6.300 e 5.500 installazioni fotovoltaiche.
Benefici economici e risparmi per famiglie e imprese
L'adozione del fotovoltaico comporta vantaggi economici tangibili. Un impianto di piccole dimensioni, con una potenza fino a 6 kWp, è in grado di generare un risparmio medio annuo in bolletta per una famiglia. Questa cifra si aggira intorno ai 1.900 euro. Per le piccole imprese, i benefici sono ancora più marcati.
Un impianto da 18 kWp può portare un risparmio annuo fino a 5.000 euro. Le imprese che optano per impianti di potenza superiore registrano risparmi ancora più consistenti. Questi dati sottolineano la convenienza economica dell'energia solare, sia per i nuclei familiari che per le attività produttive.
La transizione verso fonti rinnovabili non è solo una scelta ecologica, ma rappresenta anche una strategia efficace per ridurre i costi operativi e aumentare la competitività sul mercato. L'investimento iniziale in un impianto fotovoltaico viene ammortizzato nel tempo grazie ai significativi risparmi energetici ottenuti.
La richiesta della Cna Marche: un Fondo per l'autoconsumo
In questo scenario di crescita, la Cna Marche (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa) ribadisce con forza la sua proposta. L'associazione chiede l'istituzione di un Fondo per l'autoconsumo. Questo fondo dovrebbe avere una dotazione di un miliardo di euro all'anno per il 2027 e il 2028.
L'obiettivo principale di questo fondo è sostenere la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili con potenze fino a 200 kW. Questi impianti sarebbero destinati specificamente alle micro e piccole imprese. La Cna Marche considera queste realtà il vero motore dell'economia regionale.
Moreno Bordoni, segretario di Cna Marche, ha sottolineato l'importanza di questo sostegno. «Le nostre imprese stanno investendo», ha affermato Bordoni, «ma il percorso deve essere accompagnato da politiche stabili». Ha aggiunto che «un Fondo dedicato all'autoconsumo consentirebbe soprattutto alle micro e piccole realtà, spina dorsale della nostra economia, di ridurre i costi, aumentare la competitività e accelerare la transizione ecologica».
Priorità per la manovra di bilancio nazionale
Oltre alla questione energetica, la Cna Marche ha condiviso e rilanciato altre priorità. Queste istanze sono state presentate in vista della prossima manovra di bilancio nazionale. Tra le richieste principali vi è la necessità di favorire il passaggio generazionale nelle imprese. Ciò dovrebbe avvenire attraverso incentivi fiscali mirati e finanziamenti dedicati ai giovani imprenditori.
Un'altra priorità riguarda la garanzia di continuità per i bonus edilizi. Questi incentivi sono fondamentali per la riqualificazione degli edifici, l'efficientamento energetico e il miglioramento della sicurezza sismica del patrimonio immobiliare. L'associazione chiede anche un alleggerimento del carico fiscale.
Questo alleggerimento dovrebbe concretizzarsi attraverso l'eliminazione di misure che penalizzano la liquidità delle imprese, come lo split payment. Infine, la Cna Marche pone l'accento sul sostegno al lavoro, alla formazione e all'apprendistato. Queste misure sono considerate cruciali per contrastare la carenza di competenze professionali sul territorio marchigiano.
L'impegno della Cna Marche mira a creare un ecosistema favorevole alla crescita delle imprese. Questo include non solo il supporto alla transizione ecologica, ma anche la promozione dell'innovazione, del ricambio generazionale e della stabilità economica. La Confederazione auspica che queste proposte trovino accoglimento nella prossima legge di bilancio.