L'indagine sull'omicidio del barbiere 34enne Niko Tacconi ad Ascoli Piceno entra in una fase decisiva. Prevista un'udienza di convalida per l'arrestato e l'affidamento dell'incarico per l'autopsia sul corpo della vittima.
Udienza di convalida per l'arrestato
Un momento cruciale per le indagini sull'omicidio di Niko Tacconi, il barbiere 34enne, si avvicina. L'uomo arrestato in relazione alla sua morte sarà sottoposto a un'udienza di convalida. Questa sessione si svolgerà tramite collegamento video. L'arrestato si trova attualmente nella casa circondariale di Ascoli.
Il giudice per le indagini preliminari ascolterà l'indagato. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti dopo il tragico evento. L'omicidio è avvenuto in un appartamento situato in via Pergolesi. La zona interessata è il quartiere Borgo Solestà, ad Ascoli Piceno.
Affidato incarico per l'autopsia
Parallelamente, la Procura ha intrapreso passi concreti per chiarire le cause del decesso. È stato affidato l'incarico per eseguire l'autopsia sul corpo della vittima. I consulenti della Medicina Legale dell'Azienda Sanitaria Territoriale (Ast) di Ascoli riceveranno il mandato. I professionisti incaricati sono Massimo Senati e Francesco Brandimarti.
Gli specialisti dovranno esaminare attentamente tutte le lesioni riscontrate sul corpo di Tacconi. Sarà fondamentale verificare la presenza di ferite da punta e taglio. L'analisi dovrà descriverne numero, profondità e gravità. Si valuterà anche il loro legame diretto con la morte.
Analisi delle ferite e arma del delitto
Le prime indicazioni suggeriscono una causa di morte specifica. Si ipotizza uno shock emorragico. Questo sarebbe la conseguenza di una ferita penetrante all'addome. L'esame autoptico dovrà confermare questa ipotesi. Dovrà anche stabilire la compatibilità delle lesioni con un coltello da cucina. Quest'ultimo è stato sequestrato dai carabinieri. La lama del coltello misura 17 centimetri. Si ritiene sia l'arma utilizzata durante la lite.
La ricostruzione fornita dall'indagato è un altro punto chiave. L'uomo, identificato come Emanuele Bellini, è accusato di omicidio volontario, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Egli sostiene che il colpo fatale sia stato accidentale. Ha dichiarato che Tacconi si sarebbe scagliato contro di lui. Questo sarebbe avvenuto mentre impugnava il coltello, senza imprimere forza.
Verifica della dinamica dell'aggressione
I consulenti medici avranno il compito di verificare la plausibilità di questa versione. Dovranno accertare se la natura e la direzione delle ferite siano coerenti con la dinamica descritta dall'indagato. La loro perizia sarà fondamentale per comprendere la reale sequenza degli eventi. L'esito dell'autopsia fornirà elementi decisivi per l'accertamento della verità. Le indagini proseguono per ricostruire l'intera vicenda.