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L'indagato per l'omicidio del barbiere 34enne a Ascoli Piceno sarà ascoltato in udienza di convalida. La Procura disporrà l'autopsia sul corpo della vittima per chiarire le cause del decesso.

Udienza di convalida per l'arrestato

Un momento cruciale attende le indagini sull'omicidio di Niko Tacconi. Il barbiere 34enne è stato ucciso domenica sera. L'arrestato, un 54enne, comparirà davanti al giudice. L'udienza si svolgerà in videoconferenza. L'uomo si trova attualmente nel carcere di Ascoli.

Il giudice per le indagini preliminari ascolterà l'indagato. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti. L'arresto è stato effettuato dai carabinieri. La vittima è stata trovata in un appartamento. L'abitazione si trova in via Pergolesi. La zona è il quartiere Borgo Solestà.

Autopsia sul corpo della vittima

La Procura ha pianificato ulteriori passi. Verrà conferito l'incarico per l'esame autoptico. Questo avverrà nella tarda mattinata di venerdì. I consulenti della Medicina Legale dell'Ast di Ascoli sono stati scelti. Si tratta di Massimo Senati e Francesco Brandimarti. Loro dovranno analizzare il corpo di Niko Tacconi.

Gli specialisti esamineranno le lesioni. Verificheranno la presenza di ferite da punta e taglio. Dovranno descriverne numero e profondità. La gravità delle ferite sarà valutata. Sarà stabilito il loro rapporto con il decesso. I primi riscontri suggeriscono uno choc emorragico. La causa sarebbe una ferita penetrante all'addome.

Verifica sull'arma del delitto

L'esame autoptico dovrà chiarire un punto fondamentale. Le lesioni devono essere compatibili con l'arma sequestrata. I carabinieri hanno recuperato un coltello da cucina. La lama misura 17 centimetri. Si ritiene sia stato usato durante la lite. L'arma è stata sottoposta a rilievi.

La compatibilità delle ferite con questo specifico coltello è cruciale. Potrebbe confermare la dinamica dei fatti. Le indagini proseguono per ricostruire l'intera vicenda. La collaborazione della scientifica è fondamentale.

La versione dell'indagato

Un aspetto decisivo riguarda la ricostruzione fornita dall'indagato. Emanuele Bellini è il suo nome. Attualmente è detenuto in carcere. Le accuse sono pesanti. Si parla di omicidio volontario. Ci sono anche accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L'uomo sostiene una versione differente.

Bellini afferma che il colpo mortale sarebbe stato accidentale. Dichiarazioni precise indicano che Tacconi si sarebbe scagliato contro di lui. L'indagato impugnava il coltello in quel momento. La forza impressa non sarebbe stata elevata. I consulenti dovranno verificare questa versione. La natura e la direzione delle ferite saranno analizzate. Si cercherà la compatibilità con quanto dichiarato.