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Cittadini e sindacati protestano ad Ascoli contro il Consorzio Bonifica, definendo la tassa illegittima e chiedendo lo stop immediato all'esazione. Oltre duemila sentenze favorevoli ai contribuenti.

Manifestazione contro i contributi consortili

Una protesta spontanea ha animato Ascoli Piceno. I cittadini si sono riuniti davanti alla sede dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'iniziativa è stata organizzata dal sindacato Ugl. Hanno aderito anche i membri del Comitato "No tassa bonifica". La mobilitazione riguarda le zone della Val Tronto e della Val d'Aso. L'obiettivo è ottenere l'interruzione immediata dell'esazione dei contributi consortili.

Critiche alla gestione del Consorzio

I manifestanti hanno espresso forti critiche verso la gestione dell'ente. Hanno definito l'imposta come illegittima. La definiscono una tassa "farlocca". La considerano un ingiusto "pizzo" sulla proprietà terriera. Secondo il sindacato Ugl, il Consorzio non ha mai presentato un Piano generale di bonifica. Non sono state realizzate opere concrete sul territorio. Nonostante ciò, continuano a richiedere pagamenti. Questi si basano su un vecchio Regio Decreto del 1933. Tale base è considerata fallace e arbitraria.

Diffida e sentenze favorevoli ai cittadini

La protesta odierna è supportata da una diffida formale. L'atto è stato inviato il 26 giugno. Il dottor Giuseppe Marucci l'ha inoltrata tramite l'avvocato Fabio Luzi. Il documento esorta il Consorzio e l'Agenzia delle Entrate a interrompere la riscossione. Richiede anche il rimborso delle spese legali sostenute. Viene sottolineato un dato importante. Esistono già oltre 2.000 sentenze definitive. La Corte di Giustizia Tributaria ha annullato le cartelle esattoriali. La motivazione è l'assenza di un beneficio diretto. Questo beneficio dovrebbe spettare ai contribuenti. Il Consorzio ha rinunciato ai ricorsi. Ciononostante, continua a emettere ruoli. Si accusa l'ente di abusare della sua posizione dominante.

Iniquità e richiesta di intervento regionale

L'importo delle singole cartelle è spesso esiguo. Questo rende i ricorsi legali antieconomici per i cittadini. Tale situazione scoraggia la difesa. Vantaggia ingiustamente l'ente di riscossione. Il comitato sottolinea con forza. I terremotati, gli agricoltori e i cittadini non sono evasori. Sono invece la parte lesa. La situazione genera rabbia. Si invoca con urgenza un intervento. La richiesta è rivolta alla Regione Marche. Si chiede un controllo e una revoca degli atti.