Il Tribunale di Ascoli Piceno rischia lo sfratto dopo una sentenza della Corte d'Appello di Ancona. Il deputato M5s Giorgio Fede critica duramente l'immobilismo del governo, sottolineando il pericolo per il diritto alla giustizia in provincia.
Critiche all'inerzia governativa
L'onorevole Giorgio Fede, membro del Movimento 5 Stelle e coordinatore regionale M5s Marche, ha espresso forte disappunto. Ha definito la situazione come «due anni e mezzo di immobilismo». Ha aggiunto che «rassicurazioni e promesse sono rimaste sulla carta».
La critica giunge dopo una sentenza della Corte d'Appello di Ancona. Questa ha confermato lo sfratto del Palazzo di Giustizia. L'edificio si trova in piazza Orlini ad Ascoli Piceno. Il rilascio dell'immobile è ora immediatamente esecutivo. La struttura ospita il Tribunale e la Procura da oltre settant'anni.
Fede ha ricostruito gli eventi passati. Ha ricordato di aver lanciato l'allarme già nel 2024. Sono state presentate interrogazioni parlamentari. Sono stati sollecitati il ministero della Giustizia e quello dell'Economia. La risposta ricevuta fu che «non c'era fretta». Si assicurò che si sarebbe trovata una soluzione. Si ipotizzava anche l'acquisto dell'edificio da parte dello Stato.
Il deputato attribuisce la responsabilità politica di questa situazione all'attuale esecutivo. Ha evidenziato come il problema fosse noto da tempo. Nonostante gli allarmi, non sono state intraprese azioni concrete per evitarlo.
Il rischio per la giustizia marchigiana
Il parlamentare ha denunciato il problema nel maggio 2024. Ricevette una risposta dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari. Questa risposta, a suo giudizio, non offriva soluzioni concrete. La preoccupazione principale è l'assenza di una sede alternativa pronta. Tale sede dovrebbe accogliere gli uffici giudiziari.
Il presidente del Tribunale ha già evidenziato il rischio. Un trasferimento forzato potrebbe causare mesi di rallentamenti. Potrebbe persino portare al blocco dell'attività giudiziaria. Questa prospettiva è inaccettabile per un servizio essenziale.
Fede ha chiamato in causa direttamente figure di spicco del governo. Tra queste, la premier Giorgia Meloni. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello dell'Economia Giancarlo Giorgetti sono stati interpellati. Ha chiesto loro di «assumersi le proprie responsabilità» in merito alla vicenda.
Il parlamentare ha esteso il suo appello. Ha interrogato anche gli esponenti marchigiani della maggioranza. Sono state coinvolte anche le istituzioni regionali. La loro collaborazione è fondamentale per trovare una soluzione rapida ed efficace.
La conclusione del deputato è drammatica. «Rischia di essere sfrattato il diritto alla giustizia di un'intera provincia». Questo sottolinea la gravità della situazione. La mancanza di una sede adeguata mette a repentaglio l'accesso alla giustizia per migliaia di cittadini.
Contesto storico e normativo
La vicenda del Tribunale di Ascoli Piceno si inserisce in un contesto più ampio. Quello della gestione del patrimonio immobiliare pubblico. Spesso, gli edifici che ospitano uffici giudiziari sono datati. Necessitano di interventi di manutenzione o di trasferimento. La lentezza burocratica e la mancanza di fondi possono aggravare tali problematiche.
La legge italiana prevede procedure specifiche per l'acquisizione o la locazione di immobili destinati a sedi giudiziarie. Il Ministero della Giustizia, in collaborazione con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, è responsabile di tali decisioni. La complessità delle procedure di acquisto o di adeguamento degli immobili può portare a lunghi tempi di attesa.
In passato, altre realtà giudiziarie hanno affrontato situazioni simili. La carenza di spazi adeguati ha spesso comportato disagi per il personale e per l'utenza. La sentenza di sfratto per il Tribunale di Ascoli Piceno rappresenta un caso emblematico. Evidenzia la necessità di una pianificazione più efficace e di interventi tempestivi.
Il Movimento 5 Stelle, attraverso le parole dell'onorevole Fede, solleva un tema di primaria importanza. La tutela del diritto alla giustizia. Questo diritto non può essere compromesso da questioni logistiche o amministrative irrisolte. La provincia di Ascoli Piceno merita una risposta concreta e rapida.
La data del 29 ottobre 2026 segna un punto di svolta. La sentenza di sfratto è esecutiva. L'urgenza di trovare una soluzione è massima. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere quale sarà il futuro del Tribunale. E, soprattutto, per garantire la continuità del servizio giudiziario nella regione Marche.