Un detenuto con problemi psichiatrici ha aggredito due agenti di polizia penitenziaria nel carcere di Ascoli Piceno. Il sindacato Sappe denuncia la carenza di risorse e chiede interventi urgenti per migliorare la sicurezza e le condizioni detentive.
Aggressione nel carcere di Ascoli Piceno
Si è verificato un grave episodio di violenza all'interno della casa circondariale di Ascoli Piceno. Un detenuto con disturbi psichiatrici ha aggredito due agenti di polizia penitenziaria. L'incidente ha riacceso i riflettori sulla difficile situazione del sovraffollamento e della carenza di personale nelle carceri italiane.
Secondo quanto riportato da Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato Sappe, l'aggressione è avvenuta durante l'ora d'aria. Il detenuto, ristretto in regime di isolamento, avrebbe manifestato forte agitazione. Ha minacciato il personale presente, composto da un ispettore, un sovrintendente e un agente di sezione.
Richiesta di interventi urgenti da parte del Sappe
L'invito a rientrare in cella ha scatenato la reazione violenta. Il detenuto ha colpito con un pugno al volto sia il sovrintendente che l'ispettore. I due agenti sono stati immediatamente trasportati in ospedale. Hanno ricevuto prognosi rispettivamente di dieci e sette giorni di prognosi. La violenza dell'attacco ha reso necessario l'intervento rapido per bloccare il detenuto.
Una volta ricondotto nella sua cella, l'uomo ha continuato a manifestare aggressività. Ha distrutto diversi arredi, sradicando il bagno e rompendo il lavandino. Anche il televisore presente nella stanza è stato danneggiato. La situazione ha evidenziato la fragilità delle strutture e la difficoltà nel gestire detenuti con problematiche psichiatriche.
Criticità del sistema carcerario evidenziate dal sindacato
Giovanni Battista Durante ha ribadito la necessità di un intervento immediato. «Non si può continuare a gestire situazioni complesse con risorse insufficienti», ha dichiarato. La sua richiesta si concentra su tre punti fondamentali: il rafforzamento degli organici, la garanzia di strutture adeguate e percorsi di cura idonei per i detenuti con disturbi psichiatrici.
Il sindacalista ha sottolineato come la presenza di persone con patologie psichiatriche in carcere sia aumentata. Questo è dovuto anche alla chiusura degli ex ospedali psichiatrici giudiziari. Tale circostanza rende sempre più arduo garantire un ambiente sicuro e ordinato. La carenza di personale qualificato aggrava ulteriormente il quadro, mettendo a rischio la sicurezza degli agenti e degli stessi detenuti.
Il Sappe chiede quindi al Ministero della Giustizia di prendere provvedimenti concreti. L'obiettivo è evitare il ripetersi di simili episodi. La sicurezza all'interno degli istituti penitenziari deve essere una priorità assoluta. Le condizioni di lavoro degli agenti meritano attenzione e supporto. È fondamentale investire in personale e strutture per una gestione più efficace e umana del sistema carcerario.