La Casa circondariale di Ascoli Piceno ha vissuto una giornata critica con incendi e atti di autolesionismo. Il personale penitenziario denuncia la carenza di strutture adeguate per i detenuti con disturbi psichiatrici.
Tensione e criticità operative nel carcere di Ascoli
La Casa circondariale di Ascoli Piceno ha affrontato una giornata di elevata tensione. Si sono verificati gravi episodi che hanno messo a dura prova la gestione operativa. Gli eventi si sono concentrati in poche ore, evidenziando criticità significative.
Il primo episodio è avvenuto nel primo pomeriggio. Un detenuto di circa 30 anni, originario di Roma, ha appiccato un incendio nella sua cella. L'uomo aveva precedentemente inflitto ferite profonde al collo e alle braccia. L'individuo soffre di disturbi psichiatrici significativi. È stato trasportato al pronto soccorso di Ascoli. Successivamente, è stato ricoverato nel reparto di salute mentale dell'ospedale di San Benedetto.
Nuovi arrivi e aggressioni tra detenuti
Quasi in contemporanea, è giunto un nuovo detenuto. Si tratta di un cittadino marocchino. Pare sia coinvolto nei recenti disordini avvenuti nel carcere di Perugia. Durante le procedure di accoglienza, l'uomo si è procurato delle ferite autonomamente. È stato quindi isolato per prevenire ulteriori tensioni. Altri ristretti si erano scagliati contro di lui.
Poco dopo, un altro incendio è divampato. Le fiamme sono state appiccate nella sezione isolamento. Un altro detenuto è il responsabile. Gli agenti sono intervenuti nuovamente per mettere in sicurezza l'area. L'intervento è stato delicato e ha richiesto prontezza.
Personale penitenziario chiede strutture adeguate
Grazie alla prontezza e professionalità della polizia penitenziaria, non ci sono stati feriti tra gli agenti. Tuttavia, il malcontento tra il personale è diffuso. La presenza di detenuti con gravi patologie psichiatriche in strutture non idonee rappresenta una criticità strutturale persistente. Gli operatori denunciano la mancanza di interventi concreti.
Nonostante le visite istituzionali di sottosegretari alla Giustizia, come Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari, la situazione sul campo non migliora. Le emergenze quotidiane e la crescente pressione gestionale rimangono una costante. Il personale chiede strutture più adeguate per affrontare queste problematiche.