Tensione ad Ascoli Piceno durante il consiglio comunale. La minoranza ha lasciato l'aula tra accuse reciproche e l'intervento delle forze dell'ordine, scaturito da polemiche post-visita di Giorgia Meloni e dal coinvolgimento di bambini.
Tensione in consiglio comunale ad Ascoli
Un acceso dibattito ha caratterizzato il consiglio comunale di Ascoli Piceno. La seduta è stata interrotta dall'uscita dall'aula della minoranza di centrosinistra. La situazione è degenerata tra urla e accuse. Sono dovuti intervenire gli agenti della Polizia locale per sedare gli animi. I principali protagonisti delle contestazioni sono stati il consigliere di minoranza Gregorio Cappelli, il sindaco Marco Fioravanti e il presidente del consiglio comunale Alessandro Bono.
Polemiche post-inaugurazione e solidarietà ai dipendenti
Il sindaco Marco Fioravanti ha ripreso le controversie scaturite dall'inaugurazione del restaurato Palazzo Saladini Pilastri. L'evento aveva visto la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le discussioni si sono concentrate sulla presenza dei dipendenti comunali e di alcuni bambini. Questi ultimi avevano esposto uno striscione dedicato alla premier. Il primo cittadino ha espresso solidarietà ai dipendenti comunali. Li ha definiti «umiliati» e «massacrati sui social e sui giornali». Ha aggiunto che ciò è avvenuto «anche da una parte delle opposizioni».
Fioravanti ha sottolineato che i dipendenti sono stati criticati «solo perché hanno partecipato all'inaugurazione del cantiere più grande della storia del comune di Ascoli Piceno». Ha dichiarato di aver inviato una lettera ai dipendenti per ringraziarli. Li ha ringraziati «per aver lavorato a questa impresa enorme». Ha precisato che la loro partecipazione alla cerimonia è stata una scelta libera. «Non sono stati obbligati», ha affermato. Ha negato che qualcuno sia stato spinto a timbrare il cartellino. La madre di uno dei bambini coinvolti ha inviato una lettera. Ha descritto l'episodio come un «momento di festa» per i piccoli. Ha definito il gesto «spontaneo, nato dalla semplicità dei bambini». Ha negato secondi fini o intenzioni politiche.
Accuse reciproche e difesa della democrazia
Il consigliere Gregorio Cappelli ha ribadito la spontaneità della partecipazione dei bambini. Ha affermato che «liberamente hanno partecipato all'inaugurazione». Ha aggiunto che «liberamente hanno messo un cartello di carta che avevano scritto a casa». Ha negato qualsiasi strumentalizzazione. «Nessuno ha scritto a nessuna associazione, nessuno ha politicizzato nessuno, nessuno ha bullizzato nessuno», ha replicato Cappelli. Successivamente, si è rivolto al presidente del consiglio Alessandro Bono. Lo ha accusato di «co-condurre il consiglio comunale al limite dell'antidemocrazia». Il presidente Bono ha respinto con forza l'accusa. L'ha definita «grave verso chi mi ha eletto e verso la democrazia». La discussione è proseguita con toni accesi, portando all'abbandono dell'aula da parte della minoranza.