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È stata varata a Marina Dorica di Ancona la "Sibilla II", una nuova imbarcazione destinata al monitoraggio delle acque marine marchigiane. L'unità navale, lunga quasi 15 metri, opererà lungo tutta la costa regionale per analizzare la qualità dell'ambiente marino.

Nuova imbarcazione per la tutela ambientale

L'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam) ha una nuova alleata per la sua missione. Dopo 26 anni di attività, l'agenzia ha presentato ufficialmente la "Sibilla II". L'inaugurazione è avvenuta a Marina Dorica, nel capoluogo marchigiano, in concomitanza con la presentazione del report annuale "Ambiente Marche 2026".

Il nome scelto, "Sibilla II", è un omaggio sentito. Il comandante Gabriele De Grandis ha spiegato che l'intitolazione vuole celebrare l'essenza e l'unicità della Regione Marche. Questa scelta sottolinea il legame indissolubile tra il mare e le montagne che caratterizzano il territorio.

Caratteristiche tecniche e operatività

La "Sibilla II" vanta dimensioni considerevoli. La sua lunghezza sfiora i 15 metri, mentre la larghezza si attesta a poco meno di 5 metri. Questi spazi sono stati studiati per ottimizzare le operazioni di campionamento.

L'imbarcazione dispone di un ampio ponte dedicato alle attività di raccolta campioni. È presente un archetto abbattibile, uno strumento fondamentale. Questo permette di calare in mare attrezzature per un peso massimo di 200 chili.

Nella parte posteriore (poppa) è stata allestita una piattaforma specifica. Questa area è destinata all'utilizzo da parte degli operatori scientifici che si occupano di immersioni subacquee. La loro presenza è cruciale per le analisi dirette sul fondale marino.

L'area operativa della "Sibilla II" coprirà un tratto di costa esteso. L'imbarcazione pattuglierà le acque marine dalla foce del Tronto, segnando il confine meridionale della regione, fino a Gabicce Mare, all'estremo nord. Si stima che l'unità sarà impiegata per circa 100 giorni all'anno.

Strumentazione avanzata per analisi dettagliate

L'equipaggiamento a bordo della "Sibilla II" è all'avanguardia. Gli strumenti sono selezionati in base alle specifiche esigenze di ogni tipo di campionamento. Tra le dotazioni figurano le "rosette".

Queste speciali "bottiglie" consentono di prelevare campioni d'acqua a profondità precise. Sono essenziali per studiare le caratteristiche chimico-fisiche delle diverse masse d'acqua. Inoltre, è disponibile un kit di retini specifici.

Questi retini sono impiegati per la raccolta di campioni mirati. Particolare attenzione è rivolta alle microplastiche, un inquinante sempre più preoccupante per gli ecosistemi marini. La loro presenza viene monitorata con metodi precisi.

Un ulteriore strumento di rilievo è dedicato al monitoraggio dei sedimenti. L'analisi dei fondali è fondamentale per comprendere l'impatto delle attività antropiche e naturali sull'ambiente marino.

Adeguamento alle direttive europee

Il panorama del monitoraggio ambientale è in continua evoluzione. Dal 2000 ad oggi, molte cose sono cambiate. L'Arpam si sta adeguando alle nuove prescrizioni. Queste derivano principalmente dalla direttiva europea in materia di ambiente marino.

Il comandante De Grandis ha evidenziato un cambiamento significativo. Si è passati da un monitoraggio limitato a un miglio e mezzo dalla costa, come previsto dalla legge italiana, alle 12 miglia nautiche imposte dalla normativa europea. Questo ampliamento del raggio d'azione richiede nuove strategie e risorse.

La nuova strategia marina europea ha imposto un'attenzione maggiore su tematiche ambientali emergenti. Tra queste spiccano le specie aliene, organismi provenienti da altri mari che si introducono nel Mediterraneo. Si monitora anche l'impatto del riscaldamento globale.

Particolare riguardo è dato ai danni causati ai fondali marini. La pesca eccessiva è una delle cause principali di questi danneggiamenti. Infine, la lotta all'inquinamento da microplastiche rimane una priorità assoluta per la salvaguardia degli oceani.

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