Cronaca

Arzignano: il CAI critica il divieto sui coltelli

18 marzo 2026, 05:01 2 min di lettura
Arzignano: il CAI critica il divieto sui coltelli Immagine da Wikimedia Commons Arzignano
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Normativa su coltelli: il CAI di Arzignano insorge

Il Club Alpino Italiano (CAI) di Arzignano ha espresso profonda contrarietà nei confronti di un recente decreto legge che limita il porto di coltelli pieghevoli con lama superiore ai 5 centimetri. La normativa, volta a rafforzare la sicurezza pubblica, è vista dall'associazione come eccessivamente restrittiva e penalizzante per chi frequenta la montagna.

Il presidente del CAI Arzignano, Giuliano Orsetti, ha definito la legge «assurda» e ha annunciato l'intenzione di portare la questione all'attenzione del CAI Veneto. L'obiettivo è quello di rivedere un provvedimento ritenuto troppo generico e non adatto a tutte le situazioni.

Utilità degli strumenti da taglio in montagna

Secondo Orsetti, il coltello è uno strumento di fondamentale importanza per chi si avventura in ambienti naturali. Viene impiegato per svariate necessità, dall'apertura di sentieri ostruiti al taglio di corde in situazioni di emergenza, fino ad attività più comuni come la raccolta di erbe spontanee o la preparazione di cibi durante le escursioni.

L'associazione sottolinea come il divieto, pur comprensibile in contesti urbani o scolastici, risulti sproporzionato per chi opera a stretto contatto con la natura. La possibilità di incorrere in sanzioni per il possesso di un oggetto così utile genera preoccupazione tra gli appassionati di attività all'aria aperta.

Critiche trasversali e conseguenze legali

Le perplessità del CAI Arzignano fanno eco a quelle già espresse da altre sezioni, come il CAI Alto Adige. Il presidente Carlo Alberto Zanella ha criticato la tendenza a legiferare senza un'adeguata consultazione con gli esperti del settore, definendo la misura un'«assurdità» che rischia di mettere in difficoltà anche chi utilizza questi strumenti per ragioni di sicurezza o praticità.

L'avvocato Nicola Canestrini ha evidenziato le potenziali conseguenze legali per gli escursionisti sorpresi con un coltellino. Sebbene sia possibile invocare il «giustificato motivo» o ottenere l'archiviazione, il processo può comportare denuncia, indagini, spese legali e un notevole dispendio di tempo e frustrazione, minando la fiducia nella giustizia.

Ampliamento del divieto e categorie a rischio

Il decreto legge, emanato il 26 febbraio, mira a prevenire e contrastare i reati legati al porto di armi o strumenti atti all'offesa. La norma prevede pene detentive per chi porta con sé strumenti con lama affilata o appuntita che ecceda gli 8 centimetri, senza un giustificato motivo. Tuttavia, l'applicazione generalizzata di tale misura rischia di colpire non solo gli escursionisti, ma anche altre categorie come fungaioli, scout, cacciatori e pescatori, tutti accomunati dalla necessità di utilizzare strumenti da taglio nelle loro attività all'aperto.

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