Intensa attività dei Carabinieri nel quadrilatero di Colleferro
Colleferro – Un venerdì di intensa attività per i Carabinieri della Compagnia di Colleferro. I militari hanno setacciato il territorio dei comuni di Colleferro, Artena e Valmontone.
L'operazione, disposta dal Comando Provinciale di Roma, mirava a prevenire reati predatori e contrastare lo spaccio di stupefacenti. Hanno partecipato anche i reparti specializzati NAS e NIL.
Denunce per droga e ritiro patenti
Durante i controlli, un uomo di Labico è stato denunciato. Sorpreso con cocaina, si è rifiutato di sottoporsi agli accertamenti. Gli è stata ritirata la patente.
Segnalate alla Prefettura di Roma anche altre persone. Una 25enne di Labico è stata trovata in possesso di hashish. Stessa sorte per un 25enne di Artena e un 42enne romano, entrambi trovati con hashish alla guida dei loro veicoli.
Ad Artena, due giovani sono stati trovati in possesso di hashish in un'area pubblica. Anche per loro è scattato il ritiro della patente.
Ristorante chiuso per gravi irregolarità
Un'attività di ristorazione a Colleferro è stata al centro di un controllo congiunto. La titolare, una 54enne, è stata denunciata per furto di energia elettrica.
I tecnici di Enel Distribuzione hanno accertato un allacciamento abusivo alla rete pubblica. L'ispezione ha rivelato ulteriori gravi mancanze.
Sono emerse irregolarità come lavoratori in nero, violazioni delle norme sulla sicurezza e carenze igienico-sanitarie. Non è stata garantita la tracciabilità degli alimenti secondo i regolamenti comunitari.
Per queste ragioni, l'attività è stata sospesa immediatamente. La titolare dovrà pagare oltre 20.000 euro di sanzioni amministrative.
Bilancio complessivo dell'operazione
L'operazione ha visto l'impiego di diverse pattuglie. Sono state identificate 81 persone, di cui 10 sottoposte a misure restrittive.
Controllati 60 veicoli e 3 esercizi pubblici. Effettuate diverse perquisizioni personali. Ritirate tre patenti di guida.
Elevate contravvenzioni al Codice della Strada per un importo totale di circa 3.500 euro. Le indagini sono ancora in corso.
Si ricorda che gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di colpevolezza.
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