Fernando Nocera, noto boss del clan Tornese, è stato trasferito dal carcere di Parma agli arresti domiciliari in una località del Nord Italia. La decisione è stata presa dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna per gravi motivi di salute, nonostante il parere contrario della DDA di Lecce.
Boss clan Tornese ottiene domiciliari
Fernando Nocera, 70 anni, soprannominato “zio” o “il vecchio”, è stato scarcerato. La Direzione distrettuale antimafia di Lecce lo considera un elemento di spicco. Nocera è ritenuto promotore e dirigente del clan Tornese. La sua influenza si estendeva nei territori di Carmiano, Magliano e Arnesano. La sua attività principale era la gestione dello spaccio di stupefacenti.
Il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha emesso un'ordinanza. Questa concede a Nocera la detenzione domiciliare. La motivazione principale riguarda i rischi per la sua salute. La richiesta era stata avanzata dal suo legale, l'avvocato Stefano Prontera. La decisione è arrivata nonostante l'opposizione della DDA di Lecce. Le autorità giudiziarie leccesi avevano evidenziato il suo profilo criminale. Sottolineavano anche il suo ruolo apicale nell'organizzazione.
Salute prevale su rischio criminale
Il Tribunale ha dato priorità alle condizioni di salute di Nocera. Queste sono state ritenute determinanti per la concessione della misura alternativa. Si è considerato anche il domicilio indicato. Questo si trova lontano dai luoghi dove sono stati commessi i reati. La pena definitiva che Nocera deve scontare scadrà il 30 dicembre 2028. Le condanne includono associazione di tipo mafioso. Ci sono anche accuse per traffico illecito di stupefacenti.
Le altre condanne riguardano rapina e detenzione illegale di armi. Sono incluse ricettazione e violazione delle norme sul controllo delle armi. Non mancano resistenza a pubblico ufficiale, furto e oltraggio. Sono state contestate anche estorsione, danneggiamento seguito da incendio e spaccio di stupefacenti. La condanna a venti anni di reclusione è stata confermata in appello. Questo nell'ambito dei processi “Stealth” e “Filo d’Arianna”.
Nessun pericolo di collegamenti attuali
La sentenza definitiva per questi processi è ancora attesa dalla Corte di Cassazione. Nocera aveva già goduto dei domiciliari in passato. Questo avvenne nello stesso luogo ora ritenuto idoneo. Il Tribunale di Sorveglianza ha valutato che non ci sono elementi attuali. Non emergono pericoli concreti di collegamenti con la criminalità organizzata. L'ordinanza è stata firmata dalla presidente Maria Letizia Venturini e dalla magistrata Elena Banchi.
La misura cautelare è stata quindi modificata. Nocera lascia il carcere di Parma per scontare il resto della pena in regime di detenzione domiciliare. La sua figura è centrale nelle indagini sulla criminalità organizzata salentina. La sua scarcerazione per motivi di salute apre un nuovo capitolo. Le autorità monitoreranno attentamente la situazione.