Cronaca

Ladro inseguito e picchiato: processo ad Arnad

15 marzo 2026, 18:49 3 min di lettura
Ladro inseguito e picchiato: processo ad Arnad Immagine generata con AI Arnad
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Furto e inseguimento ad Arnad

Un furto in abitazione ad Arnad, avvenuto lo scorso 5 dicembre, ha portato all'arresto di Zef Lleshaj, un cittadino albanese di 42 anni. L'uomo, accusato di furto, è attualmente sotto processo ma risulta irreperibile dopo essere evaso dagli arresti domiciliari.

L'episodio è culminato con l'inseguimento e il blocco del ladro da parte di alcuni cittadini di Arnad, che lo hanno poi picchiato prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. I carabinieri sono intervenuti per mettere in sicurezza l'arrestato e recuperare la refurtiva.

Testimonianza in tribunale

Durante l'udienza del 13 marzo, un vicebrigadiere dei carabinieri ha ricostruito i fatti. Ha descritto l'intervento successivo alle segnalazioni di furti in corso nel pomeriggio, con diverse pattuglie inviate nell'area. L'uomo, insieme a un complice, cercava di fuggire, scendendo anche nel greto di un fiume.

«Ad un certo punto abbiamo sentito urlare ‘preso, preso’ e seguito le voci», ha dichiarato il militare. All'arrivo, hanno trovato Lleshaj trattenuto da alcuni residenti, mentre cercava di divincolarsi. Nonostante l'uomo fosse già ammanettato, la presenza di altri cittadini armati ha reso necessaria la messa in sicurezza dell'arrestato.

Refurtiva e attrezzi da scasso

Durante una perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto addosso a Lleshaj la refurtiva, composta da due orologi, bracciali, collane, otto anelli, uno smartphone e un portafoglio contenente 500 euro in contanti. Sono stati trovati anche attrezzi da scasso, utili per forzare le abitazioni.

La merce rubata è stata successivamente restituita al legittimo proprietario. Il vicebrigadiere ha confermato che la centrale operativa aveva ricevuto diverse chiamate per furti consumati nel pomeriggio, giustificando l'invio di più pattuglie.

La folla e la difesa

Rispondendo alle domande del difensore dell'imputato, l'avvocato Carlo Alberto La Neve, il militare ha specificato che al loro arrivo circa trenta cittadini stavano cercando i fuggitivi. Alcuni di loro erano armati di bastoni e attrezzi da lavoro. Lleshaj, dopo essere stato ammanettato, lamentava dolori e presentava tracce di sangue sui guanti.

I militari non sono riusciti a identificare i cittadini presenti a causa della loro superiorità numerica, concentrandosi sulla sicurezza dell'arrestato. Il processo proseguirà il 28 aprile con l'audizione di altri testimoni.

Evasione e condizioni dell'arrestato

Zef Lleshaj era stato posto agli arresti domiciliari in una comunità del Canavese, con braccialetto elettronico, ma è riuscito a evadere rendendosi irreperibile. Il suo difensore ha evidenziato che i referti medici attestano colpi subiti con un piccone, causando una ferita all'addome e la frattura del bacino, con una prognosi di 30 giorni.

L'avvocato ha definito la situazione «un dibattimento interessante», suggerendo che si sia creata una «vera e propria ronda» a seguito di furti precedenti, con cittadini armati alla ricerca di «giustizia fai da te». Le indagini della Procura non hanno ancora identificato i responsabili delle percosse subite dall'arrestato.

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