Una violenta rapina ha colpito la villa di Alberto Filippi a Vicenza. I malviventi hanno sequestrato l'imprenditore e la sua famiglia per circa un'ora, concentrandosi su una preziosa collezione di orologi di lusso. L'episodio ricorda un precedente simile avvenuto nella stessa famiglia quasi trent'anni fa.
Rapina mirata a Vicenza: caccia agli orologi di lusso
Una banda di professionisti ha fatto irruzione nella residenza dell'ex senatore leghista Alberto Filippi. L'aggressione è durata circa un'ora. Il bottino è stato stimato in circa tre milioni di euro. I rapinatori hanno mostrato un interesse specifico per gli orologi di pregio. La richiesta esplicita alla moglie dell'imprenditore era: «Dove sono gli orologi?». Tra i primi oggetti sottratti figurano modelli di marchi come Rolex e Patek Philippe. Successivamente, sono stati rubati anche borse griffate, pellicce e abiti firmati.
La natura selettiva del furto suggerisce un piano ben studiato. I criminali sembravano conoscere la presenza di una collezione di orologi di valore. Questo dettaglio, unito alle modalità operative, rafforza l'ipotesi di un colpo su commissione. La banda potrebbe essere specializzata nel furto di beni di lusso. Tali oggetti sono facilmente trasportabili e rivendibili sul mercato nero internazionale.
Precedente nel 1997: la famiglia Filippi già vittima
La famiglia Filippi ha già vissuto un'esperienza simile in passato. Nella notte tra il 21 e il 22 marzo 1997, la villa di Zeffirino “Ceo” Filippi, zio dell'ex senatore, fu teatro di un'altra rapina. Un gruppo di malviventi fece irruzione mentre lui e la moglie si preparavano per uscire. L'aggressione fu violenta: la coppia venne picchiata e minacciata con un coltello.
I rapinatori tentarono di costringere i coniugi ad aprire una cassaforte. A differenza del recente episodio, il furto del 1997 non raggiunse pienamente l'obiettivo. I malviventi non riuscirono ad aprire il caveau, protetto da sistemi di sicurezza. Si accontentarono di gioielli e monili trovati in casa. Dopo aver rinchiuso la coppia in una stanza, i rapinatori fuggirono con un bottino stimato in decine di migliaia di euro.
Analogie tra i due colpi a Vicenza
A distanza di quasi trent'anni, le analogie tra le due rapine sono evidenti. Entrambi gli episodi hanno visto un'irruzione violenta. Le famiglie sono state prese in ostaggio. In entrambi i casi, i criminali erano alla ricerca di beni di valore facilmente monetizzabili. La differenza principale risiede nel tipo di beni presi di mira.
Nel 1997, l'obiettivo primario era la cassaforte. Oggi, invece, il bersaglio sono diventati gli orologi di lusso e gli accessori griffati. Questi beni sono più facili da occultare e rivendere rapidamente, anche oltre confine. Le modalità operative e la specificità del bottino suggeriscono un'evoluzione nelle tattiche criminali nel corso degli anni.
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