La storica azienda Peg Perego ad Arcore introduce la cassa integrazione per i suoi dipendenti. Un piano di rilancio, supportato da un nuovo advisory esterno, mira a garantire la continuità aziendale e l'occupazione, scongiurando i licenziamenti inizialmente previsti.
Crisi aziendale e interventi sindacali
La Peg Perego di Arcore affronta un periodo di profonda crisi. I segnali negativi si manifestavano già prima dell'emergenza sanitaria globale. L'introduzione di nuovi dazi commerciali ha ulteriormente complicato la situazione finanziaria dell'azienda. Questa congiuntura ha reso necessario un intervento sui livelli occupazionali, con un numero significativo di dipendenti considerati in esubero.
Le organizzazioni sindacali Fiom Cgil Brianza e Fim Cisl Monza Brianza Lecco hanno seguito da vicino la vicenda. Hanno mantenuto un dialogo costante con il Ministero dello Sviluppo Economico, ora Mimit. L'obiettivo era individuare soluzioni di sostegno. Si cercavano misure per favorire lo sviluppo e l'innovazione. Il fine ultimo era il rilancio di Peg Perego e la salvaguardia dei posti di lavoro.
Durante un incontro avvenuto il 3 febbraio, l'azienda ha presentato un quadro economico critico. Ha evidenziato un peggioramento delle performance aziendali. Di fronte a questa situazione, la dirigenza ha manifestato l'intenzione di avvalersi di consulenti esterni. Questi professionisti avrebbero dovuto elaborare un progetto di riconversione e efficientamento. L'intervento avrebbe riguardato i due stabilimenti italiani, situati ad Arcore e San Donà del Piave. L'obiettivo dichiarato era offrire garanzie occupazionali e assicurare la continuità operativa dell'impresa.
Nuovo advisory e piano industriale
Il 9 aprile è fissato un importante appuntamento presso il Mimit. In questa sede, verrà ufficialmente presentato l'advisory esterno scelto dalla società. Sarà l'occasione per avviare un confronto costruttivo sul nuovo progetto industriale. Questo piano è fondamentale per definire le strategie future dell'azienda. Le organizzazioni sindacali saranno parte attiva nella discussione. L'intento è quello di costruire un percorso condiviso.
La scelta di un advisory esterno indica la volontà di un approccio strategico. Si punta a una riorganizzazione profonda. L'obiettivo è rendere l'azienda più competitiva sul mercato globale. La collaborazione con consulenti specializzati mira a identificare nuove opportunità di crescita. Verranno analizzati i processi produttivi e la struttura organizzativa. Si cercheranno soluzioni innovative per affrontare le sfide del settore.
Il piano industriale che verrà presentato dovrà affrontare diverse criticità. La dipendenza da mercati esteri e le fluttuazioni economiche globali sono fattori di rischio. La capacità di adattamento e l'innovazione saranno cruciali. L'azienda dovrà dimostrare flessibilità per rispondere ai cambiamenti del mercato. La presentazione del piano segnerà una nuova fase per Peg Perego.
Accordi sindacali e ammortizzatori sociali
Nel frattempo, si sono susseguiti incontri tra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale. Questi dialoghi si sono svolti sia a livello interno che istituzionale. Hanno riguardato la procedura di licenziamento collettivo. Questa era stata avviata nel gennaio 2026 e prevedeva l'uscita di 74 lavoratori. Si è discusso anche dell'utilizzo di ulteriori ammortizzatori sociali. La proroga di questi strumenti è stata resa necessaria anche a causa dei dazi americani. Questi ultimi hanno avuto un impatto negativo sull'azienda. Non hanno permesso il completamento del piano di risanamento previsto per il 2025, aggravando la situazione.
La vertenza si è sostanzialmente conclusa con la firma di due accordi sindacali. Il primo accordo, siglato il 26 marzo, stabilisce che le uscite dal personale avverranno esclusivamente su base volontaria. Questo processo si concluderà entro il 31 luglio 2026. Questa intesa ha permesso di scongiurare i licenziamenti previsti. La volontarietà delle uscite garantisce una maggiore serenità ai lavoratori.
Il secondo accordo prevede l'attivazione della cassa integrazione. Inizialmente, sarà concessa per due mesi in proroga. Successivamente, è prevista un'ulteriore attivazione. Questa misura è stata concordata con il Ministero del Lavoro. L'obiettivo è fornire un sostegno economico ai dipendenti durante la fase di riorganizzazione. Parallelamente, verranno avviati percorsi di formazione e riqualificazione professionale. Saranno attivati anche servizi di outplacement per facilitare il reinserimento lavorativo di chi deciderà di lasciare l'azienda.
La mobilitazione dei lavoratori
Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato l'importanza delle iniziative di lotta. Queste azioni sono state intraprese dalle lavoratrici e dai lavoratori di Peg Perego. La loro mobilitazione è stata fondamentale per contrastare i licenziamenti. Hanno dimostrato grande determinazione e sacrificio in questi anni. Le loro rivendicazioni hanno portato a risultati concreti.
I sindacati hanno criticato l'atteggiamento dell'azienda. Lo hanno definito «remissivo». Hanno evidenziato una progressiva e inesorabile riduzione delle attività e dei posti di lavoro. Questo comportamento ha messo a rischio la stessa presenza industriale della multinazionale italiana nel territorio nazionale. La lotta sindacale ha rappresentato un baluardo contro queste tendenze negative.
La vicenda di Peg Perego evidenzia le sfide che le aziende manifatturiere italiane devono affrontare. La globalizzazione, le politiche commerciali internazionali e le crisi economiche richiedono strategie flessibili e innovative. La collaborazione tra impresa e sindacati è essenziale per gestire queste transizioni. La tutela dell'occupazione e la salvaguardia del tessuto industriale devono essere prioritarie. La storia di Peg Perego, con le sue difficoltà e le soluzioni trovate, offre spunti di riflessione importanti per il futuro del lavoro.