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La storica azienda Peg Perego ad Arcore avvia la cassa integrazione per i dipendenti. Un piano di rilancio con consulenti esterni sarà presentato a breve, scongiurando licenziamenti collettivi.

Crisi aziendale e ammortizzatori sociali

La storica azienda Peg Perego, con sede ad Arcore, sta attraversando un periodo di profonda crisi. I segnali di difficoltà erano emersi già prima della pandemia. L'introduzione di nuovi dazi commerciali ha ulteriormente aggravato la situazione. Questo ha reso necessario un intervento sui dipendenti in esubero. L'azienda ha dovuto affrontare la gestione di diverse decine di lavoratori in eccesso.

Per affrontare questa congiuntura sfavorevole, è stata attivata la cassa integrazione. Questa misura mira a preservare i posti di lavoro nel breve termine. L'obiettivo è evitare licenziamenti di massa. Le trattative tra azienda e sindacati hanno portato a soluzioni condivise. La situazione è monitorata attentamente dalle organizzazioni sindacali.

Nuovo advisory per il rilancio industriale

Il futuro di Peg Perego sembra orientato verso un piano di rilancio strategico. A partire da luglio dello scorso anno, si sono intensificati i dialoghi con il Ministero dello Sviluppo Economico. L'obiettivo era individuare misure di sostegno per lo sviluppo e l'innovazione. Si cercava di garantire il rilancio dell'azienda e il mantenimento dell'occupazione. Questo è quanto comunicato da Fiom Cgil Brianza e Fim Cisl Monza Brianza Lecco.

Durante un incontro avvenuto il 3 febbraio, l'azienda ha presentato un quadro economico critico. È emersa la volontà di affidarsi a un advisory esterno. Questo nuovo team avrà il compito di elaborare un progetto di riconversione ed efficientamento. Il piano riguarderà i due stabilimenti italiani: quello di Arcore e quello di San Donà del Piave. L'intento è fornire garanzie occupazionali e assicurare la continuità aziendale.

Incontro al Ministero e accordi sindacali

Un nuovo incontro è fissato per il 9 aprile presso il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). In questa sede, verrà ufficialmente presentato l'advisory scelto dall'azienda. Si avvierà il confronto sul nuovo progetto industriale. Le organizzazioni sindacali parteciperanno attivamente alla discussione. Saranno valutate le proposte per il futuro dell'azienda.

Nel frattempo, sono proseguiti gli incontri sindacali. Si è discusso della procedura di licenziamento collettivo. Questa era stata aperta a gennaio 2026 e riguardava 74 lavoratori. È stato inoltre discusso l'utilizzo di ulteriori ammortizzatori sociali. Questi sono stati resi disponibili a causa dei dazi americani. Tali misure hanno inciso negativamente su Peg Perego. Non hanno permesso il completamento del piano di risanamento previsto per il 2025, peggiorando la situazione finanziaria.

La vertenza si è conclusa con due importanti accordi sindacali. Il 26 marzo è stata raggiunta un'intesa. Questa prevede che le uscite dal personale avverranno esclusivamente su base volontaria. La scadenza per queste uscite è fissata al 31 luglio 2026. Questo accordo ha scongiurato i licenziamenti previsti. I sindacati hanno ottenuto l'attivazione della cassa integrazione in proroga per i primi due mesi. Sarà poi prevista un'ulteriore attivazione, concordata con il Ministero del Lavoro. Sono stati inoltre avviati percorsi di formazione, riqualificazione professionale e outplacement.

La mobilitazione dei lavoratori

Le organizzazioni sindacali, Fiom Cgil e Fim Cisl, sottolineano l'importanza delle iniziative di lotta dei lavoratori. Le azioni intraprese dai dipendenti di Peg Perego sono state cruciali. Hanno contrastato i licenziamenti, dimostrando grande determinazione. Questo successo è frutto di sacrifici compiuti in questi anni. Le rivendicazioni hanno prevalso su una logica aziendale percepita come passiva. Si contestava una progressiva e inesorabile riduzione delle attività e dei posti di lavoro. Questo atteggiamento aveva messo a rischio la stessa presenza industriale della multinazionale italiana nel paese.

La situazione di Peg Perego evidenzia le sfide che molte aziende manifatturiere italiane devono affrontare. La globalizzazione, le politiche commerciali internazionali e la necessità di innovazione costante richiedono strategie flessibili. La collaborazione tra impresa, sindacati e istituzioni è fondamentale per superare le crisi. L'obiettivo è salvaguardare l'occupazione e garantire la competitività del tessuto industriale nazionale. Il caso di Arcore dimostra come il dialogo sociale possa portare a soluzioni positive anche in contesti difficili.

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