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La filiera del latte in Sardegna affronta una grave crisi dovuta a fattori economici, climatici e sanitari. I produttori chiedono un sostegno straordinario alla Regione per evitare la chiusura delle aziende e salvaguardare l'occupazione.

Crisi multipla per il settore lattiero-caseario sardo

Il settore dei bovini da latte in Sardegna sta subendo pesanti ripercussioni. Una combinazione di fattori economici sfavorevoli e gli impatti del cambiamento climatico hanno creato una situazione critica. L'estate appena conclusa ha evidenziato queste problematiche in modo preoccupante.

I produttori lamentano un prezzo del latte significativamente inferiore rispetto all'anno precedente. A questo si aggiunge il blocco nella movimentazione degli animali. Inoltre, si registra un aumento generalizzato dei costi. Questi riguardano l'energia, le materie prime e i trasporti. L'applicazione dell'ETS (Emissions Trading System) ha ulteriormente aggravato i costi delle tariffe marittime, incidendo sui bilanci delle aziende.

Incontro istituzionale per cercare soluzioni

Queste criticità sono state al centro di un recente incontro. Si sono confrontati Remigio Sequi, figura chiave della Cooperativa Latte Arborea, e Francesco Agus, l'assessore regionale all'Agricoltura. L'obiettivo era trovare strategie concrete per affrontare la crisi.

Remigio Sequi ha sottolineato l'importanza vitale della produzione zootecnica. «La tutela della produzione alla stalla è vitale per l'intero modello cooperativo sardo», ha affermato. Ha espresso la speranza in un intervento straordinario da parte della Regione. Questo dovrebbe essere mirato a sostenere le aziende agricole produttrici di latte.

L'obiettivo è supportare direttamente il reddito degli allevatori. Si vuole evitare una progressiva riduzione del patrimonio bovino. Mantenere la continuità produttiva e salvaguardare l'occupazione sono priorità. Questo è fondamentale per preservare una filiera agroalimentare strategica per la regione.

Proposte per un sostegno mirato

Sequi ha indicato una possibile via da seguire. Si ispira a misure di sostegno già attivate in passato dall'assessorato all'Agricoltura. Un esempio è la misura del 2022 per il comparto lattiero-caseario. La proposta prevede una formula fiscale e finanziaria che non impatti sul regime «de minimis».

È necessario un approccio che tenga conto delle specificità del settore agrozootecnico locale. Si ipotizza una suddivisione per fasce dimensionali delle aziende. Un criterio proporzionale per capo di bestiame potrebbe essere un modello efficace. L'intento non è solo aiutare le singole imprese. Si mira a preservare la capacità produttiva complessiva degli allevamenti.

Questo permetterebbe di tutelare l'intera filiera lattiero-casearia regionale. La salvaguardia del patrimonio zootecnico è cruciale per l'economia locale.

L'impatto del caldo sulla produzione di latte

Uno studio recente ha messo in luce un altro aspetto critico. La ricerca, condotta dalla Cooperativa Latte Arborea in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell'Università di Sassari, si intitola Climalat. I risultati evidenziano come l'80% degli allevamenti nell'area di riferimento sia influenzato da una marcata stagionalità produttiva.

Questa stagionalità è causata dallo stress da caldo subito dagli animali. Le perdite stimate ammontano a 15-20 milioni di litri di latte all'anno. Di questi, 5-6 milioni sono attribuibili esclusivamente alle ondate di calore estive. Durante i periodi di temperature elevate, il calo produttivo può raggiungere il 20%.

Questo calo non riguarda solo la quantità di latte prodotto. Si verifica anche un severo deterioramento della sua qualità. Inoltre, lo stress termico influisce negativamente sulla fertilità degli animali. La sostenibilità del settore è quindi messa a dura prova da questi fattori climatici.

Domande e Risposte

Perché i produttori di latte in Sardegna chiedono aiuti?

I produttori di latte in Sardegna chiedono aiuti a causa di una grave crisi che colpisce il settore. Questa è causata da una combinazione di fattori: prezzi del latte più bassi, aumento dei costi energetici e delle materie prime, blocchi nella movimentazione degli animali e gli effetti negativi del cambiamento climatico, come lo stress da caldo che riduce la produzione e la qualità del latte.

Quali sono le principali cause della crisi nel settore lattiero-caseario sardo?

Le principali cause della crisi nel settore lattiero-caseario sardo sono molteplici. Includono la congiuntura economica sfavorevole con prezzi di vendita del latte inferiori rispetto al passato, l'incremento dei costi operativi (energia, materie prime, trasporti), restrizioni sanitarie che bloccano la movimentazione dei capi e l'impatto del cambiamento climatico, in particolare le ondate di calore estive che riducono significativamente la produzione e la qualità del latte, oltre a influire sulla fertilità degli animali.