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Il sindacato di polizia penitenziaria Sinappe chiede una revisione urgente dei criteri di assegnazione dei detenuti alla struttura di Brissogne, in Valle d'Aosta. La richiesta segue recenti aggressioni a danno degli agenti, evidenziando una concentrazione di casi complessi senza adeguate risorse.

Criticità nel carcere di Brissogne

La polizia penitenziaria della Valle d'Aosta ha espresso forte preoccupazione. Il sindacato Sinappe ha inviato una nota ai vertici dell'amministrazione penitenziaria. L'obiettivo è richiedere una maggiore attenzione verso la struttura carceraria di Brissogne. Questa richiesta arriva dopo un recente episodio di violenza.

Il 27 ottobre, due detenuti hanno aggredito un'agente. L'hanno afferrata per i capelli e trascinata lungo il corridoio. L'hanno poi colpita con un cestino per l'immondizia. Altri agenti intervenuti per soccorrere la collega sono stati anch'essi aggrediti. Questo evento ha riacceso i riflettori sulle condizioni di lavoro.

Aggressioni e trasferimenti richiesti

Uno dei detenuti coinvolti nell'aggressione del 27 ottobre aveva già manifestato comportamenti violenti. A luglio, infatti, aveva aggredito altri agenti. In quella circostanza, i sindacati avevano richiesto il suo trasferimento per motivi di sicurezza. La richiesta, tuttavia, non sembra essere stata accolta con la dovuta urgenza.

Le problematiche dell'istituto non si limitano a singoli episodi. Le conseguenze derivano da politiche di assegnazione dei detenuti. La struttura valdostana riceve un numero elevato di soggetti trasferiti da altri istituti. Questi trasferimenti avvengono spesso per problemi di ordine e sicurezza.

Revisione dei criteri di assegnazione

Il Sinappe ritiene indispensabile una revisione dei criteri di assegnazione dei detenuti. L'obiettivo è evitare che la struttura di Brissogne diventi un polo di concentrazione per situazioni particolarmente complesse. Questo avverrebbe senza che la struttura disponga delle necessarie risorse umane e materiali.

La concentrazione di detenuti con profili problematici aumenta il rischio per il personale. Senza un adeguato supporto, il personale si trova ad affrontare situazioni ad alto rischio. La sicurezza degli agenti e degli stessi detenuti è messa a repentaglio.

Condizioni di lavoro e affaticamento del personale

Il sindacato evidenzia anche le condizioni di lavoro del personale. Il ricorso a turnazioni particolarmente gravose è una criticità costante. In alcune circostanze, le ore di servizio consecutive possono raggiungere le 12-15 ore. A questo si aggiungono le difficoltà nel fruire dei riposi settimanali.

L'incremento delle assenze per malattia tra il personale è un altro segnale preoccupante. Questi fattori contribuiscono ad alimentare uno stato di affaticamento diffuso. Si registra anche una crescente disaffezione professionale tra gli operatori.

Impatto sul benessere e sulla sicurezza

Questa situazione merita la massima attenzione da parte delle autorità competenti. Il progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro rischia di avere un impatto negativo non solo sul benessere psicofisico degli operatori. Potrebbe anche compromettere la capacità complessiva dell'istituto di garantire adeguati livelli di sicurezza.

Un personale esausto e demotivato è meno efficiente. La vigilanza potrebbe diminuire, aumentando il rischio di incidenti e aggressioni. È fondamentale garantire che il personale disponga degli strumenti e del supporto necessario per svolgere il proprio lavoro in sicurezza.

Il contesto della Valle d'Aosta

La Valle d'Aosta, con la sua conformazione geografica e la sua popolazione ridotta, presenta sfide uniche nella gestione delle infrastrutture pubbliche. Il carcere di Brissogne, pur essendo una struttura importante per la regione, deve fare i conti con risorse limitate. La sua posizione periferica può rendere più complessi i trasferimenti di personale e detenuti.

La gestione di un istituto penitenziario richiede un equilibrio delicato. Bisogna considerare le esigenze di sicurezza, quelle rieducative e il benessere del personale. Le politiche nazionali di gestione carceraria devono tenere conto delle specificità regionali. L'assegnazione di detenuti con problemi comportamentali deve essere attentamente valutata.

Richiesta di intervento immediato

Il Sinappe sollecita un intervento immediato. È necessario un tavolo di confronto con l'amministrazione penitenziaria. Si dovranno discutere le criticità evidenziate e trovare soluzioni concrete. La sicurezza degli agenti e l'efficienza della struttura carceraria dipendono da questo.

Le aggressioni subite dal personale non possono essere considerate eventi isolati. Rappresentano il sintomo di un problema più profondo. La revisione dei criteri di assegnazione è un passo cruciale. Ma è necessario anche un potenziamento dell'organico e un miglioramento delle condizioni di lavoro. Solo così si potrà garantire un servizio penitenziario efficiente e sicuro per tutti.