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La Valle d'Aosta affronta un aumento della popolazione di lupi, con oltre cento esemplari segnalati nell'ultimo inverno. Le predazioni e la sicurezza stradale destano preoccupazione tra gli amministratori locali. Si attendono nuove normative per la gestione della specie.

Popolazione di lupi in crescita in Valle d'Aosta

Nell'arco dell'ultima stagione invernale, il territorio della Valle d'Aosta ha registrato la presenza di più di cento lupi. Questa cifra, fornita dall'assessora all'agricoltura e risorse naturali Speranza Girod, potrebbe rappresentare una sottostima. La difficoltà nel rilevare con precisione ogni singolo esemplare rende probabile un numero effettivo ancora maggiore.

I dati presentati in Consiglio regionale evidenziano un trend in crescita. Nel corso del 2025, sono state documentate 51 predazioni attribuite a questi animali. Nei primi mesi del 2026, il numero di episodi è sceso a due, entrambi registrati nel mese di marzo. Queste statistiche sono state comunicate in risposta a un'interpellanza presentata dal gruppo consiliare della Lega.

La situazione attuale non ha visto la classificazione di esemplari come "lupi confidenti o pericolosi". Fortunatamente, non si sono verificate situazioni che abbiano messo a repentaglio l'incolumità umana. Tuttavia, la costante presenza e proliferazione della specie solleva interrogativi sulla gestione futura.

Nuove normative e piani di controllo per i lupi

Una novità legislativa significativa è intervenuta il 13 marzo. Con il declassamento del lupo da specie "particolarmente protetta" a "specie protetta", si apre la strada a nuove strategie di gestione. L'emanazione di un decreto ministeriale, ancora atteso, definirà il numero massimo di esemplari abbattibili per ciascuna regione.

Secondo le indicazioni preliminari fornite dall'assessora Girod, per la Valle d'Aosta si ipotizza un limite di circa tre esemplari abbattibili. Questo cambiamento normativo permetterà di passare dall'attuale protocollo di gestione a un vero e proprio piano di controllo. Una volta approvato dall'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra), tale piano consentirà interventi più rapidi ed efficaci.

La procedura attuale richiede autorizzazioni puntuali per ogni singolo caso di intervento. Il nuovo piano, invece, dovrebbe snellire le procedure, consentendo azioni mirate senza la necessità di approvazioni caso per caso. Questo è fondamentale per una gestione più dinamica della popolazione.

In attesa dei decreti attuativi relativi al declassamento del lupo, l'assessorato regionale ha avanzato una richiesta specifica all'Ispra. Si chiede l'autorizzazione all'impiego di proiettili di gomma per attuare forme di dissuasione attiva. Tali interventi sarebbero affidati a personale del Corpo forestale, opportunamente formato per gestire queste delicate operazioni.

Preoccupazione per dati certi e sicurezza

Il capogruppo della Lega, Andrea Manfrin, ha espresso preoccupazione riguardo alla reale entità della popolazione lupina. «Da quanto riferito dall'assessore, la presenza del lupo è probabilmente molto superiore rispetto ai dati disponibili; sarebbe quindi importante disporre di dati certi», ha dichiarato Manfrin.

Il consigliere ha sottolineato la discrepanza tra i dati raccolti e la percezione sul territorio. «Se da 307 campioni emerge la presenza di 179 esemplari, è verosimile che il numero reale sia ancora più elevato», ha aggiunto. La presenza costante del lupo in aree come la Grand Combin e la Valdigne conferma che il problema è sentito e reale.

La proliferazione del lupo sul territorio valdostano, secondo Manfrin, non genera soltanto problemi legati alle predazioni. Incide negativamente anche sull'immagine turistica della Valle, un settore cruciale per l'economia locale. Inoltre, si creano criticità significative in termini di sicurezza stradale. Sono stati registrati ben 20 lupi morti in incidenti stradali, un dato che evidenzia il rischio per automobilisti e animali.

Questo fenomeno accresce inoltre il senso di insicurezza tra la popolazione residente. La convivenza con una specie selvatica sempre più presente richiede strategie di gestione equilibrate, che tutelino sia la fauna che le attività umane e la sicurezza dei cittadini. La discussione in Consiglio regionale mira a trovare soluzioni concrete per affrontare questa sfida.

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