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Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha votato all'unanimità una mozione per esprimere rinnovata solidarietà al popolo ucraino. La decisione condanna l'aggressione militare e promuove iniziative di pace, democrazia e autodeterminazione.

Solidarietà rinnovata al popolo ucraino

Il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità un documento. Questo esprime la rinnovata solidarietà del Consiglio regionale. La vicinanza è rivolta al popolo ucraino. Si condanna l'aggressione militare in corso. Si stigmatizza ogni violazione del diritto internazionale. La mozione invita la Commissione europea e il Consiglio europeo. L'obiettivo è aprire al più presto la strada della diplomazia. Si vuole fermare la guerra nel continente europeo.

Il testo, presentato dal gruppo Pd-Fp, è stato emendato. Ora invita i Presidenti dell'Assemblea e della Regione. Dovranno trasmettere tale vicinanza all'Ambasciata dell'Ucraina in Italia. Verrà inviata anche alle istituzioni nazionali ed europee. Si includeranno i cittadini ucraini residenti in Valle d'Aosta. Si riconosce il loro contributo alla comunità regionale. Si accoglie il dolore che colpisce le loro famiglie. La mozione propone inoltre di promuovere iniziative. Queste saranno nell'ambito delle competenze regionali. Si focalizzeranno sui valori della pace, democrazia e autodeterminazione dei popoli.

Valle d'Aosta: un impegno concreto per la pace

«A oltre quattro anni dall'inizio dell'invasione russa», ha dichiarato Jean-Pierre Guichardaz (Fp-Pd). «Riteniamo importante che anche la nostra Assemblea rinnovi formalmente questa posizione. La Valle d'Aosta fonda la propria esperienza autonomistica sul valore dell'autodeterminazione dei popoli. Non può restare indifferente di fronte all'aggressione di uno Stato sovrano».

Il Presidente della Regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin, ha aggiunto: «Per noi resta centrale il valore di un impegno. Questo non si limita a esprimere vicinanza. Si traduce in azioni reali». «Fin dal 2022», ha proseguito, «la Regione ha operato con impegno e spirito di solidarietà. Questo è avvenuto insieme alla Croce rossa italiana, alla Protezione civile e alla popolazione in generale».

«Sono state accolte e visitate 450 persone al centro di Chavonne. Successivamente sono state collocate sul territorio. Sono stati coinvolti circa 29 Comuni. Moltissime famiglie valdostane sono state il fulcro dell'ospitalità. Ancora oggi prosegue il lavoro della Regione. Circa quaranta persone sono tuttora ospitate al centro di Donnas. Si lavora per garantire la gratuità dei trasporti pubblici per la popolazione ucraina. Si mantiene alta un'attenzione che non può e non deve venire meno».

Integrazione e superamento dell'emergenza

L'Assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, ha osservato: «La Valle d'Aosta non si è limitata alla solidarietà formale». «Già in vista di una possibile cessazione delle misure emergenziali», ha spiegato, «ha costruito un sistema di accoglienza strutturato». Questo sistema garantisce accesso ai servizi. Assicura inserimento scolastico. Offre accompagnamento al lavoro e integrazione sociale.

«Oggi, lo Stato ha prorogato le misure emergenziali fino al 2027», ha affermato Marzi. «Non è un passo indietro, ma una scelta di continuità». «L'obiettivo politico è chiaro», ha concluso. «Governare e trasformare l'emergenza. Costruire le condizioni per il suo superamento».

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