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La Valle d'Aosta analizza l'impatto del nuovo decreto scuola sugli istituti montani. Le piccole dimensioni potrebbero facilitare il superamento del limite del 30% di alunni stranieri, richiedendo possibili deroghe.

Applicabilità del decreto nelle aree montane

La Valle d'Aosta sta valutando attentamente l'applicazione del nuovo decreto sull'istruzione. Particolare attenzione è rivolta alle realtà scolastiche più piccole, situate nelle zone montane. In questi contesti, la presenza di un numero esiguo di studenti potrebbe rendere più semplice il superamento della soglia del 30% di alunni di origine straniera. Questa osservazione emerge dalle prime analisi condotte dopo la pubblicazione del testo normativo.

La sovrintendente regionale agli studi, Marina Fey, ha evidenziato la specificità di queste situazioni. «Negli istituti che si trovano in piccoli comuni di montagna», ha spiegato, «dove magari ci sono solo 5 alunni in una classe, potrebbero esserci facilmente 2 bambini stranieri». Ha inoltre aggiunto che «laddove ho 3 bambini, uno solo può far superare il tetto».

Possibili deroghe e contesti urbani

Di fronte a queste peculiarità, la Valle d'Aosta dovrà approfondire la questione. «Dovremo capire», ha aggiunto Fey, «quali possano essere le eventuali deroghe» necessarie per adattare la normativa a queste circostanze uniche. La situazione appare infatti differente rispetto ai contesti urbani.

Nei centri più grandi, la prospettiva è diversa. «Negli istituti più grandi», ha proseguito Fey, «si potranno fare delle valutazioni per cercare di riequilibrare la composizione delle classi in una logica inclusiva». L'obiettivo sarà quello di tenere in considerazione, in particolare, «il discorso linguistico» per favorire un ambiente didattico armonioso.

Dati sugli alunni stranieri in Valle d'Aosta

Le statistiche scolastiche della Valle d'Aosta offrono un quadro dettagliato della presenza di alunni di origine straniera. Secondo l'ultimo rilevamento statistico del 2025, questi studenti rappresentano il 10,8% nella scuola primaria. Nelle scuole medie, la percentuale scende al 9,5%, mentre negli istituti superiori si attesta al 6%. È importante notare che, complessivamente, nel 54,7% dei casi si tratta di alunni di seconda generazione, nati e cresciuti sul territorio.

Questi dati evidenziano come la composizione delle classi possa variare significativamente tra aree geografiche e tipologie di istituti. La normativa dovrà quindi trovare un equilibrio tra l'obiettivo di integrazione e la realtà specifica delle piccole comunità montane. La Valle d'Aosta si impegna a trovare soluzioni che rispettino le esigenze di tutti gli studenti e le peculiarità del proprio territorio.